Loperazione bonus del Teatro sulle opere variate Un funzionario ha gridato: "Chi vuole il rimborso in soldi venga a firmare" Abbonati della lirica rimborsati. Come il signor Roberto: è uscito oggi dalla biglietteria del Teatro Comunale con in tasca un assegno da 300 euro. Niente bonus per lui, quello suggerito dal sovrintendente Marco Tutino che, al posto dei rimborsi per le opere variate in cartellone, proponeva ai suoi abbonati un "indennizzo" sotto forma di altri spettacoli (tra giugno e dicembre 2009). «Avevo optato per il bonus non perchè mi piacesse lofferta, ma perchè dalla lettera ricevuta a giugno non era specificata unaltra alternativa, e non si parlava di rimborso», racconta. Però ha scoperto che poteva riavere i suoi soldi. E come lui altri. Alle 12 di ieri, infatti, allapertura della biglietteria, una decina di persone era in attesa: alcuni erano arrivati per usufruire del bonus, altri (tre specifica il Teatro) per ri-avere i soldi dellabbonamento per le rappresentazioni saltate durante lanno a causa della carenza di fondi e degli scioperi. Tra questi ultimi più «arrabbiati», cerano alcuni abbonati sostenuti dalla Fials-Cisal, tramite lavvocato Marica Morara, incaricata di raccogliere le deleghe degli spettatori per avviare una causa legale al fine di ri-ottenere limporto dellabbonamento. Così, dopo i mugugni di chi era in fila, un funzionario si è affacciato dicendo: «Chi vuole il rimborso in soldi venga e firmi, anche se ha già preso il bonus».