Lopinione di Antonio Paolucci sullo spettacolo del Nobel: "Sono convinto che farà una cosa bellissima" Così anche il grande pubblico saprà che i capolavori possono non avere certezze riguardo al loro autore Antonio Paolucci, ex soprintendente del Polo Museale Fiorentino e attuale direttore dei Musei Vaticani, è entusiasta allidea che Dario Fo porti in piazza Santa Croce le sue lezioni su Giotto. Un pittore che il Nobel definisce «il maggiore del suo tempo». «E non è il solo a pensarlo: lo scrivevano anche Ghiberti e Vasari. Ha tolto la figura di Cristo dal puro formalismo della tradizione bizantina, e ha inventato la pittura italiana così come la conosciamo oggi, e cioè la rappresentazione del vero dentro lordine del mondo. Unoperazione analoga a quella compiuta da Dante, personaggio con cui Giotto, non a caso, condivide lepoca e la provenienza geografica e che, mescolando il latino con gli idiomi volgari, ha inventato la lingua moderna». Anche a Dante sono stati dedicati grandi eventi popolari in piazza Santa Croce: dalle letture di Roberto Benigni, nel 2006 e 2007, al musical sulla Commedia andato in scena la settimana scorsa. «Ed è giusto che questo luogo, che poi è la grande piazza identitaria della civiltà italiana, celebri i suoi due più grandi esponenti. Dario Fo è un creativo straordinario, un affabulatore incredibile, e sono convinto che farà una cosa bellissima». Le sue lezioni affronteranno anche il problema dellattribuzione delle celebri Storie di San Francesco, ad Assisi. «Che è una grande questione insoluta, destinata a rimanere tale come quella omerica. Non abbiamo documenti che attribuiscano a Giotto la paternità di quelle opere. Al contrario, è certa lattribuzione degli affreschi nellArena di Padova, datati tra il 1304 e il 1305, e molti studiosi si sono sorpresi che in così poco tempo (le Storie risalgono a circa 15 anni prima) lopera del maestro abbia subito unevoluzione tanto vertiginosa. Ad avere dubbi sono soprattutto gli storici dellarte anglosassoni, mentre noi italiani, ad eccezione di Federico Zeri, siamo favorevoli a pensare che anche ad Assisi vi sia la mano di Giotto. In ogni caso, è bene che Dario Fo porti questo dibattito fuori dalla nicchia degli intellettuali, mostrando al grande pubblico che anche i grandi capolavori possono non avere unattribuzione certa».
FIRENZE - "Con lui è nata la pittura moderna"
Antonio Paolucci, ex soprintendente del Polo Museale Fiorentino e attuale direttore dei Musei Vaticani, è entusiasta all'idea che Dario Fo porti in piazza Santa Croce le sue lezioni su Giotto. Il Nobel definisce Giotto il maggiore del suo tempo e non è il solo a pensarlo: anche Ghiberti e Vasari. Giotto ha tolto la figura di Cristo dal formalismo bizantino e ha inventato la pittura italiana. Dario Fo sarà a parlare delle Storie di San Francesco ad Assisi, un tema ancora insoluta. Non ci sono documenti che attribuiscano le opere a Giotto, ma molti studiosi si sono sorpresi per l'evoluzione vertiginosa delle Storie nell'Arena di Padova.
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