La maggioranza trova laccordo a Palazzo Marino sul Pgt. Oggi il voto in giunta Anche San Siro tra le 31 aree da trasformare in nuovi quartieri Limmobiliarista avverte: "Troppi vincoli, non ci sto" La riunione di giunta è rimasta in dubbio fino allultimo. E soltanto ieri pomeriggio, dopo un incontro tra lassessore allUrbanistica Carlo Masseroli e i vertici della Lega, è arrivato il via libera. Adesso si può partire con il Piano di governo del territorio (Pgt) che dovrà disegnare la Milano del 2030. Per iniziare, per dirla con Masseroli, «un percorso che durerà almeno dieci mesi e che coinvolgerà tutta la città». A sbloccare il documento, infatti, è stato il sì degli uomini del Carroccio condizionato, però, al destino dellarea dellIppodromo. Perché è lì, sul milione di metri quadrati dellippica, che si è giocato tutto. Con un compromesso. Che permetterà di costruire ma salverà le piste di allenamento. Matteo Salvini assicura: «Abbiamo impedito che sul verde dellippodromo calasse anche un solo centimetro cubo di cemento». In teoria laccordo prevede che lIppodromo rimanga nella lista delle 31 aree di trasformazione urbanistica del piano. In futuro, quindi, si potranno realizzare interventi edilizi sulla zona, molto più vasta, di San Siro: da piazzale Lotto allippodromo del trotto. «Ma le piste di allenamento - spiega lo stesso assessore Masseroli - non saranno edificabili: se lì non continueranno a correre i cavalli, diventeranno un parco attrezzato». Quasi 700mila metri quadrati di superficie, che valgono oro. Almeno per il progetto che prevede di trasformare lIppodromo in un quartiere superlusso. Le case potranno continuare a sorgere ai margini delle piste di allenamento. Ma il titolare dellopzione sulle aree, Roberto Losito, non vede più «la compatibilità economica delloperazione. Così comè non sta in piedi e non ci interessa avere altrove volumetrie». Per capire cosa nascerà a San Siro, bisognerà aspettare laccordo di programma che riguarderà larea su cui «potremo ragionare in futuro», dice Masseroli. Ma la Lega è riuscita a mettere robusti paletti: o si salvavano le piste o il piano non sarebbe arrivato in giunta. Nonostante per lassessore laccordo raggiunto non segni la vittoria di nessuno «ma della città. Abbiamo seguito il buon senso. Finalmente potremo parlare di un piano strategico e non solo di unarea». Quello che verrà discusso oggi è una delle parti del Pgt, quella che delinea i nuovi interventi futuri: dagli scali ferroviari allOrtomercato fino alle ex caserme. Trentuno interventi per cui bisognerà discutere, di volta in volta, quanto e come costruire. Ed è proprio quando si deciderà realmente che la Lega promette battaglia: «Sarà interesse di tutti che ci sia più verde possibile. Questo Pgt non è un piano chiuso che non si tocca più: intervento per intervento si valuteranno i numeri». Soddisfatto il capogruppo del Pdl, Giulio Gallera, che si augura «che possa nascere un nuovo quartiere-laboratorio, una sorta di riedizione dellesperimento del QT8». E Pasquale Salvatore dellUdc: «Il piano dimostra la volontà dellamministrazione di superare unimpostazione dirigistica in favore di una visione liberale fondata sulla collaborazione tra pubblico e privato».