I palazzinari romani hanno deciso di battere la pista politica: cercano di individuare il "mandante" che ha portato il soprintendente ai beni architettonici, Federica Galloni, a bloccare la costruzione di un milione di metri cubi di case (anche popolari) nellagro romano, tra la Laurentina e lArdeatina. La Galloni ha imposto nuovi vincoli paesaggistici. Contro di lei (che gode di larga stima sul piano professionale) si sono schierati tutti: il centrosinistra (da Marrazzo a Zingaretti), i costruttori (il presidente dellAcer, Eugenio Battelli ha denunciato il rischio paralisi sulloccupazione, e quello dellAnce Paolo Buzzetti è arrivato a chiedere lintervento di Berlusconi), e anche il sindaco Gianni Alemanno si è ribellato. Qualcuno ha cominciato a pensare che, insieme ai costruttori (nellarea ci sono terreni di Francesco Gaetano Caltagirone, Leonardo Caltagirone, Paolo Santarelli) potrebbe essere proprio Alemanno laltra "vittima" della Galloni: per creargli difficoltà e problemi con un pezzo dei suoi grandi elettori e indebolire la sua area politica in vista dellimminente scelta per il candidato di centrodestra alle prossime regionali. Insomma, la pista politica. E tutta nel Pdl. Qui si annidano i sospetti e si intravede la sagoma di qualche "sospettato". Il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi? Chissà. O forse il suo sottosegretario Francesco Giro, già coordinatore romano di Forza Italia, e così attivo nel lanciare candidati alla Regione non di provenienza An, dalla sindacalista Renata Polverini al commissario Ue Antonio Tajani, fino a se stesso? Tanti sospetti, ma ancora nessuna prova per la "pista politica". r.maniarepubblica.it