Patrimonio culturale più grande del mondo, ma bassi rientri economici. "I paesi arabi nel dopoguerra erano seduti sui giacimenti di petrolio, ma non avevano le attrezzature per l'estrazione, la raffinazione e la distribuzione dell'oro nero. Investendo nella catena produttiva hanno potuto far affiorare la ricchezza intrappolata nella terra e avere un beneficio collettivo. L'Italia è nelle stesse condizioni per quanto riguarda il mercato dell'arte», spiega Giacomo Negri, partner in charge della financial services practice di PricewaterhouseCoopers Advisory che ha illustrato i risultati del rapporto: Il valore dell'arte, una prospettiva economico-finanziaria. «Viviamo in un paese con un potenziale culturale enorme, ma non si fa abbastanza per incentivare il pubblico domestico e anche su quello straniero si potrebbe fare di più». Dall'indagine che fotografa la ricchezza del patrimonio artistico-culturale italiano rispetto ai principali paesi europei si evince che l'Italia può sviluppare un vantaggio competitivo sostenibile specialmente in alcuni settori: design, moda, beni di lusso e in tutte quelle aree legate alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale. I numeri del patrimonio culturale della penisola sono tra i pi alti a livello mondiale con oltre 3.400 musei, circa 2.100 aree e parchi archeologici e 43 siti Unesco. «Nonostante questo dato di assoluto primato a livello mondiale, il Rac, l'indice che analizza il ritorno economico degli asset culturali sui siti Unesco, mostra come gli Stati Uniti, con la metà dei siti rispetto all'Italia, hanno un ritorno commerciale pari a 16 volte quello italiano. Il ritorno degli asset culturali della Francia e del Regno unito è tra 4 e 7 volte quello italiano. A fronte della ricchezza del patrimonio culturale italiano, rispetto alle realtà estere esaminate, emergono enormi potenzialità di crescita non ancora valorizzate», spiega Negri. In particolare, le stime di PwC indicano che l'economia turistica e il settore culturale e creativo contribuiscono al pil dei principali paesi europei in media per il 14. L'Italia con il 13, circa 203 miliardi di euro, è ben lontana dal 21 della best performer Spagna (pari a 225 miliardi di euro) ed è ultima per valore assoluto di pil. I ricavi complessivi da bookshop per i musei statali italiani sono pari al 38 del solo Metropolitan Museum, di dimensioni simili al solo Louvre (poco pi di 20 milioni di euro annui). Il mercato mondiale. della compravendita di opere d'arte risulta invece dinamico nel contesto internazionale; l'Italia si posiziona al sesto posto, con il 2,8 del fatturato globale delle case d'asta. Dal 2002 al 2006 il valore delle vendite globali è raddoppiato passando da 22,2 miliardi di euro a 43,3 miliardi di euro. In Europa il fatturato del 2006 è stato di 19,2 miliardi (il 44 del totale mondiale), con un incremento del 38 rispetto al 2005. Nel 2007 si stima che tale valore sia di 60,6 miliardi di euro. Il 48 delle vendite in valore avviene in asta (pari a circa 30 miliardi di Euro) mentre ben il 52 delle transazioni avviene tramite i dealers per un valore pari a 31,5 miliardi di euro. La Cina è diventata il quarto Paese nel mercato dell'arte. Primi nel ranking mondiale rimangono gli Stati Uniti, seconda è la Gran Bretagna, terza la Francia, quinta la Germania. L'Italia è sesta, con il 2,8 del fatturato delle aste. Il mercato dell'arte in Europa è composto da oltre 41.000 imprese che impiegano direttamente pi di 220.500 persone generando un indotto significativo. Nel 2006 il saldo della bilancia commerciale dei 27 paesi Ue relativamente all'importexport commercio con il resto del mondo dei principali prodotti legati al settore cultura (libri, giornali e periodici, cd e dvd, opere d'arte, pezzi da collezione, antichità e strumenti musicali) ha raggiunto quota 3 mila milioni di euro. L'Italia presenta una bilancia dei pagamenti positiva relativamente al commercio di opere d'arte, con importazioni per 81 milioni di Euro ed esportazioni che superano i 130 milioni di Euro, decisamente insoddisfacente se rapportata alle performance di altri paesi e all'intensità dei nostri «asset". Nello specifico, il commercio di opere d'arte, pezzi da collezione ed antichità si è posizionato al primo posto con 4.700 milioni di euro in esportazioni e 3 miliardi di euro in importazioni. In questo segmento il Regno Unito è leader assoluto con circa 1,9 miliardi di Euro in importazioni e circa 3,2 miliardi di euro in esportazioni. Segue la Francia con un import per circa 340 milioni ed un export di circa 900 milioni.
L'arte italiana, una ricchezza da valorizzare
L'Italia ha un patrimonio culturale di primissimo piano, con oltre 3.400 musei, 2.100 aree e parchi archeologici e 43 siti Unesco. Tuttavia, il ritorno economico degli asset culturali è basso, con gli Stati Uniti che hanno un ritorno commerciale pari a 16 volte quello italiano. L'economia turistica e il settore culturale e creativo contribuiscono al PIL dei principali paesi europei in media per il 14%, ma l'Italia è l'ultima per valore assoluto di PIL. Il mercato mondiale della compravendita di opere d'arte è dinamico, con l'Italia che si posiziona al sesto posto, con il 2,8% del fatturato globale delle case d'asta.
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