S e qualcuno può coltivare il sospetto che ci siano preferenze nella cura delle ville storiche, deve subito rimuoverlo. Villa Sciarra fu donata a Mussolini da Henrietta Tower Wurts, rimasta vedova nel 1928 del mecenate Giorgio Washington Wurts che l'aveva tenuta come un gioiello, riempiendo il parco di gruppi marmorei, pavoni bianchi e alberi rari. Qui, nel Casino Barberini, venne fondato l'Istituto di Studi Germanici diretto da Giovanni Gentile e nel 1936 Heidegger presentò «Holderling e il senso della poesia». Qui si ambienta il duello del 'Piacere' di D'Annunzio fra Sperelli e Ruotolo. Qui oggi, dall' entrata principale, per qualche metro si incontrano belle aiuole. Ma basta oltrepassarle per scoprire, fra plastiche e giornali, quel che resta della vasca delle ninfee. Lo steccato è distrutto e sul fondale, in una pozza stagna in cui si tuffa un tubo nero, finti papiri ingialliti stringono l'anima coi denti. Limacciose anche le fonti vicine, sporchi e rotti i gradini che scendono al torrino che doveva trasformarsi in Museo della Matematica. Un potocarpo proveniente dal Cile (a Roma non ce ne sono più di 10) ha le foglie mangiate dalla ruggine, mentre subito dopo la voliera una preziosa araucaria Bidwilli e una farnia secolare sono oppresse da un palco allestito per spettacoli. Mezzi cingolati hanno distrutto il prato. All'ingresso di via Calandrelli arriva un fiume d'acqua e fango che nasce fra un ginko biloba e un'erythina cristagalli in condizioni pietose: si deve a un rubinetto dell'impianto d'irrigazione rotto che emette getto continuo. Forse per questo le fontane vicine sono quasi a secco. C'erano magnifici allori, mutilati da una potatura che li rende sinistri