L'assessore Beretta: tagli per cultura, eventi e giovani Trenta milioni di euro da trovare e tagli in vista nei budget dei settori cultura, marketing e giovani. A Palazzo Marino si si stanno cominciando a tirare i primi conti in vista del preventivo 2010, il primo bilancio in tempo di crisi. Di soldi in cassa ne arrivano sempre meno. Giacomo Beretta, assessore al Bilancio da pochi mesi, porta due esempi: «La caduta del mercato immobi-liare e i conseguenti minori introiti da oneri di urbanizzazione. E poi le difficoltà del settore pubblicitario che anche per noi si traducono in minor gettito ». La crisi che mette in crisi il bilancio. Con una premessa: «I soldi che destineremo alle politiche sociali non subiranno variazioni. Così come quelli per i trasporti, per la sicurezza e per tutti gli altri settori che hanno a che fare con la qualità della vita dei cittadini ». Di più. Tra economie varie e voci di spesa depennate, spunta l'idea di un intervento anti-crisi in vista dell'autunno. Beretta sta lavorando all'ipotesi di un fondo per aiutare chi è rimasto senza lavoro. «Tre milioni di euro da destinare al pagamento delle rate del mutuo. Sei mesi a fondo perduto, sei mesi sotto forma di prestito agevolato». Il capitolo più doloroso si chiama cultura. Anche qui, premessa d'obbligo: la Scala non si tocca. Qualche sacrificio, piuttosto, potrà essere chiesto ai teatri convenzionati, a quelle sedici sale cioè che ogni anno beneficiano dei finanziamenti comunali. I cordoni della borsa potrebbero almeno in parte stringersi. Così come per altre grandi manifestazioni che Palazzo Marino sovvenziona e patrocina. Nella categoria a rischio rientra, almeno in parte, anche il MiTo il festival musicale organizzato da qualche anno in coabitazione con Torino nei confronti del quale «non è da escludere una revisione del budget complessivo». In totale, ipotizza l'assessore, i tagli nel settore della cultura potrebbero assestarsi intorno a quota 10-15. Si vedrà. Sacrificare l'effimero, sembra per il momento la parola d'ordine. Per esempio, le notti bianche e un buon numero tra festival e kermesse. Limare la spesa corrente e puntare invece sulle grandi opere, gli investimenti in conto capitale. «È il modo per far ripartire l'economia». Per intenderci: sotto la scure, garantisce l'assessore, «non finiranno le due linee della metropolitana e tutte le opere viabilistiche di cui Milano ha urgente bisogno». La filosofia rimane quella indicata dal sindaco Moratti: «razionalizzazione». «Noi stiamo migliorando la qualità della spesa pubblica», assicura Beretta. Un esempio? i costi relativi al personale: «In tre anni abbiamo limato le uscite di diciassette milioni». Sullo sfondo rimane la madre di tutte le crociate. «Il patto di stabilità. Bisogna assolutamente fare in modo che le spese per investimenti non rientrino nei vincoli. Su questo condurremo una battaglia vigorosa». Andrea Senesi