Legambiente Ricerca sullo stato di salute dei laghi laziali Riflettori di Legambiente puntati sullo stato di salute dei laghi dei Castelli: dalle acque alla sporcizia. E soprattutto all'abusivismo edilizio, tanto imponente che secondo l'associazione ambientalista, che ha preparato una nuova e aggiornata elaborazione, sono 666 (numero diabolico...) gli abusi edilizi a minacciare l'ecosistema nei diciassette comuni del comprensorio, dei quali 489 perfino nelle zone vincolate o nelle are protette. Il record è a Marino con 103 abusi, dei quali 81 in zone vincolata, seguito da Ariccia con 81 (63 nelle aree tutelate) e poi da Velletri con 69, dei quali 44 nelle aree protette. Andando avanti nella hit parade delle case costruite senza alcuna licenza vanno registrati anche i 58 casi di Rocca di Papa o i 57 di Rocca Priora, oppure i 61 di Grottaferrata, dei quali 41 nelle aree vincolate, mentre si registra un'enorme crescita in questi comuni vicino alla capitale di quasi 38 mila abitanti negli ultimi sette anni, con «piani regolatori che continuano a prevedere una assurda e insostenibile crescita della popolazione. E vanno mosse le ruspe contro gli abusi edilizi - afferma il presidente di Roma e del Lazio Lorenzo Parlati - vanno valorizzati e beni storici e paesaggistici, le produzioni tipiche e accelerati i controlli su pozzi e captazioni». Ecco le luci e le ombre della prima tappa della «Goletta dei Laghi-Cigno azzurro», che ha dato il via alla campagna per il monitoraggio e lo stato di salute dei laghi laziali, realizzata con il contributo di Coou, il Consorzio obbligatorio olii usati: «Se da un lato la pioggia ha ridotto l'abbassamento del livello del lago di Nemi e degli altri specchi d'acqua, dall'altro preoccupano molto la crescita degli abitanti e del fabbisogno idrico - afferma la direttrice di Roma e del Lazio di Legambiente, Cristiana Avenali - . Bisogna allora accelerare gli interventi per azzerare le captazioni, coinvolgendo i cittadini e verificando le azioni da intraprendere, puntando su risparmio ed efficienza piuttosto che su nuove condotte che portino acqua come quella del Simbrivio». Va invece accelerato un percorso di valorizzazione turistica di queste zone passa che passa dalla lotta all'abusivismo edilizio, dalla tutela delle acque dei laghi, dalla difesa del territorio. «È questo l'unico contesto in cui piccoli Comuni come Nemi possono crescere aggiunge Cristiana Avenali -. In queste settimane ci aspettiamo una discussione seria e orientata in questa direzione sul piano territoriale provinciale, sul piano d'assetto del parco dei Castelli, ma anche sul piano casa regionale, importanti strumenti che devono necessariamente tener conto di queste esigenze di tutela». «Il lago di Nemi si conserva bene, ma sono tanti i problemi che affliggono questo specchio d'acqua, legati anche all'abbassamento del suo livello - ha detto Renato Arioli, presidente del Circolo Legambiente Appia Sud - . Preoccupa anche l'illegalità che si allarga sul fronte dello smaltimento di rifiuti: abbiamo ritrovato lungo le sponde del lago dei rifiuti Eternit, con 15 pacchi di canna fumaria ed un serbatoio d'acqua, scaricati solo la notte precedente».