Ridotto l'impatto: no ai centri storici, su seconde abitazioni e imprese decideranno i Comuni Alle 19.40 di ieri il Piano casa è diventato legge regionale del Veneto. Il provvedimento «a sostegno del settore edilizio e per l'utilizzo dell'energia sostenibile » era stato presentato il 10 marzo scorso dalla giunta veneta e licenziato il 21 aprile dalla Commissione Urbanistica presieduta da Tiziano Zigiotto. Nelle intenzioni del governatore Giancarlo Galan il Piano casa doveva anticipare il decreto legge che il governo Berlusconi aveva annunciato alle Regioni già nel marzo scorso ma che non è ancora stato varato. L'impresa dunque è riuscita, ma al Veneto sono comunque serviti quasi quattro mesi per arrivare all'approvazione. La prima casa Il Piano casa è stato approvato a Palazzo Ferro Fini con 26 voti del centrodestra, l'astensione dei 10 esponenti del centrosinistra e il voto contrario di Rc, Pdci e Verdi. Trattandosi di una legge in deroga, avrà valenza biennale (i benefici scadranno nel luglio del 2011). Il testo, riveduto e corretto rispetto a quello licenziato dalla Commissione Urbanistica, prevede la possibilità di ampliare le prime case del 20 del volume esistente con l'esclusione delle abitazioni situate nei centri storici, in aree di non edificabilità assoluta o di specifica tutela. Per procedere basterà attendere la pubblicazione della legge sul Bur (8-10 giorni) e presentare una Dia (dichiarazione di inizio attività) al Comune pertinente. Va detto che chi amplia godrà anche di oneri di costruzione scontati del 60 (azzerati per le abitazioni di disabili o invalidi). Gli altri edifici Potranno essere ampliati fino al 20 anche le seconde case e gli immobili non residenziali (capannoni, negozi, magazzini, insediamenti turistici), purchè non situati nei centri storici o in aree dove i singoli Comuni decideranno di non applicare la legge. Gli ampliamenti potranno avvenire «in aderenza al corpo esistente o interessare eventuali pertinenze dell'immobile». Il Piano casa premia inoltre le eventuali operazioni di abbattimento e ricostruzione di edifici costruiti prima del 1989. Sono previsti aumenti di cubatura per la prima casa e in superficie per gli edifici non residenziali fino al 30, purché non si modifichi la destinazione d'uso. Nel caso in cui si utilizzino fonti di edilizia sostenibile, l'ampliamento arriva al 40. I Comuni La legge, grazie alla battaglia dell'opposizione, assegna più voce in capitolo ai Comuni, introducendo il principio del silenzio-diniego. I municipi veneti dovranno decidere entro il 30 ottobre (e non più entro il 30 settembre) se e con quali limiti applicare la nuova legge regionale. In caso di mancato pronunciamento dei Consigli comunali, la giunta Galan ha altri 15 giorni di tempo (quindi fino a metà novembre) per nominare un commissario «ad acta» con il compito di convocare il consiglio e farlo deliberare sull'adozione (o no) del Piano. Il governatore Soddisfatto con riserva il presidente del Veneto Giancarlo Galan. «Con questo voto - afferma - si consente il rilancio di un settore della nostra economia molto importante. Ma se penso alle settimane trascorse tra quando questa proposta è stata approvata in giunta e il suo varo... non posso non rilevare il danno che questo ritardo, di sicuro, ha causato all'economia del Veneto e alla sua occupazione». I consiglieri Esulta il presidente della commissione Urbanistica Zigiotto: «L'eccezionalità del provvedimento ci ha fatto operare in velocità, ma rivendico la bontà del lavoro della Commissione, opposizione compresa. Per la giunta Galan questo è un altro tassello che va ad aggiungersi alla politica del fare». Critica invece l'opposizione, con Pietrangelo Pettenò e Gianfranco Bettin che definiscono il provvedimento «una legge alla quale siamo contrarissimi, perché fa solo finta di occuparsi di economia e va nella direzione contraria a una vera riqualificazione del territorio». Rivendica il buon operato del centrosinistra il capogruppo del Pd Giovanni Gallo: «Il Piano casa approvato è profondamente diverso da quello che la giunta aveva presentato. Con i nostri emendamenti abbiamo salvato da nuove colate di cemento i centri storici, tutelato gli edifici vincolati, restituito ai Comuni il ruolo che compete loro». Chiude la Lega, con il vicecapogruppo Roberto Ciambetti: «Il piano casa rappresenta un primo passo per il rilancio dell'economia. Ora vigileremo affinchè non avvenga una cementificazione nel territorio».