Guide center: il ticket è un errore, luglio e agosto sono mesi poveri C'era un tempo in cui il Liston si popolava di frotte di giapponesi accaldati, pronti a scattare foto e assaltare le boutique del centro. Anche oggi il turismo resta uno dei punti di forza della città, ma il giochino è ammaccato e senza azioni decise rischia di rompersi. Un segnale negativo tocca soprattutto il turismo di «massa», quello di chi, fra ticket sui bus e prezzi alti, fa sempre più fatica a permettersi un soggiorno in riva all'Adige. Ieri pomeriggio si è riunita la commissione comunale Cultura, presieduta da Lucia Cametti, per parlare delle strategie turistiche adatte per rilanciare l'attrattività di Verona. Tra i mille spunti che gli operatori hanno fornito, va senz'altro segnalato l'allarme lanciato dalle guide. Luca Mastella, presidente Guide Center Verona, non usa mezze parole: «Mi rendo conto di essere molto diretto ma non voglio nascondere la realtà che vivo tutti i giorni. Il ticket sui bus è un errore grossolano che stiamo pagando caro. I pullman con le comitive hanno guadagni molto risicati e i trenta euro del ticket sono una tassa in più che scoraggia molti. I mezzi ultimamente non viaggiano mai pieni e per quello che riguarda il mio settore luglio e agosto sono diventati mesi poveri, non di alta stagione». Numeri Mastella non ne fa, ma cerca di sensibilizzare la politica: «I gruppi sottolinea difficilmente dormono in albergo, ma sicuramente si fermano al bar, al ristorante, in tabaccheria, nei musei e visitano i monumenti. Sono pertanto clienti importanti per tutte le attività commerciali, ma non hanno grandi disponibilità economiche e con i prezzi attuali sono sempre meno interessati agli spettacoli in Arena». Oltre a prezzi più contenuti, le guide chiedono maggiore promozione della ricchezza artistica della città: «Tutti conoscono l'Arena e Giulietta, ma ignorano il resto e quando li portiamo in esplorazione rimangono sempre sorpresi». Gianni Zenatello, presidente della sezione Turismo di Confindustria Verona, pone una questione di fondo: «A Verona afferma come nel resto del Paese, il turismo ha bisogno di semplificazione e organizzazione. Attualmente la Regione sta discutendo la legge 33, che regola la materia: è opportuno partire da lì per semplificare l'attuale pluralità di soggetti e competenze. La cosa migliore è concentrare le energie sul consorzio di promozione turistica della città, Verona TuttIntorno, che è l'organo comune preposto a questa funzione». Per Zenatello, un'altra iniziativa urgente riguarda la convegnistica. «Dobbiamo dotarci assolutamente rammenta del brand Convention Boureau: è l'unico modo per aver accesso ai bandi internazionali per l'organizzazione di convegni». Si tratta di un marchio che altre città italiane hanno da tempo e che serve a garantire la presenza di strutture adatte ad ospitare convention di portata internazionale. L'assessore alla Cultura e al Turismo, Mimma Perbellini, accetta la sfida: «Si può senz'altro arrivare a una gestione mista pubblicoprivato del brand risponde su questo sono d'accordo. Ho invece dei dubbi sul fatto che debba essere la Gran Guardia l'edificio preposto a questo tipo di attività». Per sostenere la promozione della città, l'assessore pensa che occorra trovare alleanze: «Per intercettare i grandi flussi turistici mondiali ragiona bisogna muoversi come Regione. Il Trentino, la Toscana, la Sardegna e la Sicilia già lo fanno. Il Veneto purtroppo no, ma la strada da seguire è quella».
VERONA Le guide lanciano l'allarme Perdiamo il turismo di massa
La città di Verona sta affrontando problemi di turismo di massa, causati dal ticket sui bus e prezzi alti. Le guide del centro di guida, come Luca Mastella, hanno lanciato un allarme sulla situazione, affermando che il ticket è un errore e che i mezzi non viaggiano mai pieni. Mastella chiede maggiore promozione della ricchezza artistica della città e prezzi più contenuti per attirare nuovi clienti. La commissione comunale Cultura ha discusso delle strategie turistiche per rilanciare l'attrattività di Verona, con l'obiettivo di semplificare l'attuale pluralità di soggetti e competenze.
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