l caso Due anni prima della scadenza. Zuin: tutti necessari, nessuno indispensabile Il presidente: «Finito il mio lavoro». Cacciari: macché VENEZIA «La macchina tra qualche mese sarà pronta, e correrà anche veloce. Dall'anno prossimo però servirà uno Schumacher alla guida». Già, perché lui, Sandro Parenzo, attuale presidente della Fondazione Musei Civici ha deciso di farsi da parte con un paio d'anni d'anticipo sulla fine del suo mandato. «Me ne vado, il mio lavoro è terminato, il meccanismo ora funziona alla perfezione, non sono certo un irresponsabile. Vedremo chi ci sarà dopo di me e che cosa farà di bello». Il sindaco Massimo Cacciari, che della Fondazione è anche vicepresidente, però butta una secchiata d'acqua sul fuoco alzando le spalle: «Macché, non se ne va assolutamente ». Dall'altra parte però, Parenzo tira dritto e sorride: «Non ci credeva nessuno nemmeno l'altra volta, quando lasciai l'assessorato alla Cultura». Il caso quindi è aperto. E per la Fondazione, nata poco più di un anno fa, a fine anno potrebbe aprirsi una fase difficile. Con un presidente da rinominare e buona parte del Cda da rifare («è chiaro che le persone da me contattate lasceranno» conferma il presidente). Ma indietro, a quanto pare, non si torna. Sulle ragioni della decisione, al di là della fine del cosiddetto start up che è stata messa sul tavolo come motivazione ufficiale, i motivi potrebbero essere anche altri. «Ho ricevuto poche soddisfazioni confessa Parenzo eppure mi pare che i numeri stiano dalla mia parte. Grazie al mio intervento sono arrivati due milioni e mezzo di euro di sponsorizzazione da parte di Eni ed altrettanti ne faccio guadagnare al Comune grazie al fatto che mi sono impuntato sull'affaire Coca-Cola. Eppure su quest'ultimo caso ho rischiato anche di essere linciato». Messo da parte il discorso su Coca-Cola (l'attuale bando è «migliore» solo sotto i 5 milioni di euro di incassi, sopra torna vantaggioso l'accordo con la multinazionale di Atlanta), per qualcuno non è ancora arrivato il momento dei grazie a Parenzo. Semmai questa è l'ora di capire meglio alcuni punti, tra cui quelli relativi al personale e alla Smint Srl, la società creata ad hoc dalla Fondazione. «Parenzo lascia? Tutti sono utili ma nessuno è indispesabile dice il consigliere Michele Zuin (Pdl) il giudizio sul presidente arriverà a fine anno con i bilanci. Intanto ci spieghi che cosa intende fare con la Smint e perché non abbia informato il Consiglio comunale della sua creazione». Sulla vicenda dei 29 dipendenti degli uffici ma inquadrati come lavoratori delle cooperative (che non rientrano nei prossimi bandi) Parenzo ha ribadito ieri la sua promessa: «Verranno assunti tutti, chi a tempo indeterminato, chi a tempo determinato. Se fosse per me sceglierei in base al merito ma credo prevarrà l'anzianità». Di certo la situazione dovrebbe essere praticamente sistemata per il prossimo 4 settembre, data d'inizio della contrastata mostra sul Futurismo il cui investimento è stato ridotto a 500 mila euro, un terzo in meno del progetto inziale. E l'anno prossimo? «Vedremo chi verrà dopo di me sorride Parenzo e vedremo se Eni deciderà ancora di investire più di due milioni di euro. se rimarrà un cda di alto profilo come questo sì, se invece i componenti saranno i soliti catenacci politici, be', credo proprio di no. Comunque sia la Fondazione dovrà dimostrare di essere autonoma. Magari ritornano i turisti, dai».
VENEZIA Fondazione Musei Civici. Parenzo: Basta, me ne vado. Fondazione Musei nella bufera
Il presidente della Fondazione Musei Civici, Sandro Parenzo, ha deciso di lasciare il suo incarico due anni prima della scadenza. Il sindaco Massimo Cacciari ha espresso sorpresa e ha detto che Parenzo non se ne va assolutamente. La Fondazione è stata creata poco più di un anno fa e Parenzo ha deciso di lasciare il suo ruolo per motivi che non sono stati chiariti. La Fondazione ha ricevuto fondi da Eni e ha anche ottenuto sponsorizzazioni da parte di altre aziende. Tuttavia, Parenzo ha anche ricevuto critiche per alcune sue decisioni, tra cui quella di creare una società ad hoc chiamata Smint Srl. La Fondazione ha anche un personale di 29 dipendenti che non rientrano nei prossimi bandi.
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