Dopo l'annuncio di Parenzo, il cda sembra intenzionato a lasciare assieme al presidente Lo scenario da fuggi fuggi generale l'aveva prefigurato lui stesso venerdì, quando aveva annunciato le proprie dimissioni dalla Fondazione dei Musei civici di Venezia. Evidentemente con cognizione di causa. Perché se davvero Sandro Parenzo darà corso al suo annuncio, lasciando la guida della Fondazione verso la fine dell'anno, con quasi un biennio di anticipo rispetto alla scadenza, è più che probabile che lo seguiranno a ruota i membri del consiglio di amministrazione, composto da Guido Roberto Vitale, Francesco Micheli e Rosella Mamoli Zorzi. Tutte persone legatissime a Parenzo. «Non c'è dubbio conferma Mamoli Zorzi, unica veneziana nel cda che se il presidente lascia, lascio anch'io. Sono infatti totalmente d'accordo con lui, ha tutto il mio appoggio. Parenzo ha fatto molto per la Fondazione, l'ha praticamente messa in piedi lui e non si merita tutte queste critiche». Nel motivare le annunciate dimissioni, Parenzo aveva parlato di compito che era giunto al naturale esaurimento, ma non è difficile scorgere un pizzico di delusione per le critiche ricevute, non ultime quelle da parte di molti consiglieri comunali nell'ultima commissione consiliare a Ca' Farsetti non più tardi di otto giorni fa. «Parenzo aggiunge Rosella Mamoli Zorzi ha lavorato per creare questo organismo su preciso mandato della città, attraverso il suo Comune, non capisco allora il perché di queste critiche. Non è facile andare avanti in questo modo, ma aggiungo anche che se Venezia perde una personalità come Parenzo, è un gran peccato». Massima fiducia nell'operato dell'ex assessore alla Cultura della giunta Cacciari arriva dal capogruppo del Partito democratico in Comune, pur con le dovute precisazioni. «Non abbiamo mai criticato Parenzo come gruppo premette Claudio Borghello e se il presidente della Fondazione si è sentito attaccato da qualcuno, faccia nomi e cognomi, ma non se la prenda con l'intero Consiglio. Il Partito democratico non ha mai polemizzato né con lui, né con la Fondazione. Ci siamo sempre rapportati con il sindaco Cacciari, che è il vicepresidente, per avere informazioni. Ma credo anche che sia legittimo, in sede di commissione consiliare, porre delle domande. Se poi qualche singolo consigliere ha espresso delle critiche, l'ha fatto a titolo personale, non come gruppo Pd». Una difesa a tutto tondo, che però non esclude qualche stoccata: «Questa minaccia di dimissioni mi sembra un po' fuori luogo, sembra quasi che Parenzo abbia preso Venezia per un hotel a ore», commenta sarcastico Borghello, ricordando le prime dimissioni dell'imprenditore televisivo quando era assessore alla Cultura e poi le seconde, solo minacciate, non più di due mesi fa quando era in ballo il bando della Coca Cola. S.S.L.
VENEZIA Fondazione Musei Civici. rischio dimissioni a catena
Il presidente della Fondazione dei Musei civici di Venezia, Sandro Parenzo, ha annunciato le sue dimissioni. Il Consiglio di Amministrazione (CDA) sembra intenzionato a seguire le sue dimissioni. Le persone che compongono il CDA sono legate a Parenzo. Rosella Mamoli Zorzi, unica veneziana nel CDA, conferma il suo appoggio a Parenzo. Parenzo ha lavorato per creare la Fondazione e ha ricevuto critiche da alcuni consiglieri comunali. La giunta Cacciari ha espresso fiducia nell'operato di Parenzo. Il Partito Democratico non ha criticato Parenzo, ma alcuni consiglieri hanno espresso critiche personali.
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