Il progetto Il recupero del complesso religioso: caccia ai finanziamenti Da chiesa dell'ex convento di Santa Chiara a centro culturale e auditorium. È quanto prevede il progetto di recupero dell'edificio confinante con l'ostello della gioventù di Verona. A patto, però, di trovare gli oltre due milioni di euro necessari per l'intervento. Il complesso religioso del XV secolo ospitò fin al 1965 le suore clarisse. Subì una importante ristrutturazione nel 2000, per ricavare nuovi spazi a servizio dell'ostello. Ma l'antica chiesa sconsacrata non venne toccata. Con il risultato che ora cade letteralmente a pezzi. Un vero peccato visto che al suo interno custodisce ancora 2mila metri quadrati di superfici affrescate, con opere del Brusasorci, di Domenico da Verona e del Morone. Senza contare i 200 metri quadri di pavimento con una sessantina di tombe delle famiglie nobili veronesi e veneziane. O la cosiddetta «casa della morte»: un piccolo locale attiguo in cui sono sepolte le ossa stratificate nella calce di oltre 2mila vittime della peste nera. Un patrimonio storico e artistico di proprietà del Comune e affidato in concessione al Centro di cooperazione giovanile internazionale, lo stesso che gestisce anche l'ostello. Il progetto di riqualificazione è stato illustrato, martedì, dall'architetto Gianni Perbellini alla Terza e alla Sesta commissione consiliare, presiedute da Alberto Zelger e Lucia Cametti. «Il piano di recupero ha spiegato Perbellini è stato commissionato tre anni fa dal Centro di cooperazione giovanile. Ma da allora è ancora fermo per la mancanza di fondi». I lavori, infatti, costerebbero oltre di due milioni di euro. Senza contare gli interventi più onerosi, come la nuova doratura di tutti gli stucchi. Secondo le intenzioni, l'ex chiesa diventerebbe un museo, potendo anche ospitare un auditorium da cento posti per musica e conferenze. Il vecchio coro delle monache, invece, uno spazio informativo sulla città, dedicato in particolare al turismo giovanile. Manterrebbe la funzione religiosa originaria, infine, la cappella della Deposizione. «La chiesa, la sacrestia e la cappella ha detto l'architetto versano ormai in condizioni di estremo degrado e necessitano che si cominci al più presto a porre mano ai restauri, proprio per quella carica spirituale e per l'importanza dei loro corredi artistici ». Contando che il progetto ha già ricevuto il via libera della soprintendenza e della conferenza dei servizi. Il problema è che il Comune, inguaiato con i vincoli del patto di stabilità, non può concedere finanziamenti. Il Centro di cooperazione giovanile ha fatto sapere il direttore veronese, Fiorenzo Scarsini sarebbe anche disposto a pagare il primo stralcio dei cantieri con 500mila euro. Ma vorrebbe avere come contropartita la possibilità di utilizzare i nuovi spazi per attività culturali a servizio dell'ostello e come punto di incontro tra i giovani ospiti della struttura e quelli della città. Altrimenti, al momento, l'unica alternativa per salvare l'ex chiesa di Santa Chiara resta quella di accedere ad un bando di finanziamento regionale o europeo. F.M.
VERONA Santa Chiara, due milioni per diventare centro culturale
Il progetto di recupero dell'ex convento di Santa Chiara a centro culturale e auditorium è in discussione. Il complesso religioso del XV secolo ospitò le suore clarisse fino al 1965 e subì una ristrutturazione nel 2000 per ricavare spazi a servizio dell'ostello. Tuttavia, l'antica chiesa sconsacrata è in condizioni di estremo degrado e necessita di restauri. Il progetto richiede oltre due milioni di euro per l'intervento. Il Comune non può concedere finanziamenti a causa dei vincoli del patto di stabilità, ma il Centro di cooperazione giovanile è disposto a pagare il primo stralcio dei cantieri con 500mila euro.
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