ROMA Trecentocinquanta reperti archeologici, tra cui capitelli, basi di colonna, frammenti di marmo, epigrafi, sono stati recuperati, e cinque persone sono state denunciate nell'operazione «Bellerofonte» condotta dalla Guardia di Finanza di Roma in Umbria e nel Lazio. I finanzieri del Gruppo speciale Tutela del patrimonio archeologico hanno trovato i reperti provenienti da scavi clandestini in possesso di fornitori e collezionisti di Roma, Pomezia, Bastia Umbra, Assisi e Grosseto. Tra i reperti sequestrati: 11 capitelli corinzi, 3 ionici, altri 15 di vari ordini, 5 basi di colonna, frammenti di marmo tra cui elementi architettonici, 2 are, un segnacolo di tomba romana, 52 oggetti votivi, 48 vasi, 10 sculture, 14 oggetti di bronzo, una colonna di marmo pregiato, 3 punte di lancia, monete, anfore, una lastra funeraria epigrafata. La guardia di finanza ha reso noto che la Procura della Repubblica di Roma ha già convalidato i sequestri, mentre sono stati ipotizzati altri reati come ricettazione, violazione in materia di ricerche archeologiche ed impossessamento illecito di beni culturali dello Stato. L'operazione, ha riferito la finanza, condotta con l'assistenza dei funzionari della Sovrintendenza archeologica per l'Etruria Meridionale, è la prima dopo l'emanazione del nuovo Codice Urbani sui beni culturali ed il paesaggio.
Tesoro archeologico ritrovato dalla Finanza
ROMA Trecentocinquanta reperti archeologici, tra cui capitelli, basi di colonna, frammenti di marmo, epigrafi, sono stati recuperati, e cinque persone sono state denunciate nell'operazione Bellerofonte condotta dalla Guardia di Finanza di Roma in Umbria e nel Lazio. I finanzieri del Gruppo speciale Tutela del patrimonio archeologico hanno trovato i reperti provenienti da scavi clandestini in possesso di fornitori e collezionisti di Roma, Pomezia, Bastia Umbra, Assisi e Grosseto. Tra i reperti sequestrati: 11 capitelli corinzi, 3 ionici, altri 15 di vari ordini, 5 basi di colonna, frammenti di marmo tra cui elementi architettonici, 2 are, un segnacolo di tomba romana, 52 oggetti votivi, 48 vasi, 10 sculture, 14 oggetti di bronzo, una colonna di marmo pregiato, 3 punte di lancia, monete, anfore, una lastra funeraria epigrafata. La guardia di finanza ha reso noto che la Procura della Repubblica di Roma ha già convalidato i sequestri, mentre sono stati ipotizzati altri reati come ricettazione, violazione in materia di ricerche archeologiche ed impossessamento illecito di beni culturali dello Stato. L'operazione, ha riferito la finanza, condotta con l'assistenza dei funzionari della Sovrintendenza archeologica per l'Etruria Meridionale, è la prima dopo l'emanazione del nuovo Codice Urbani sui beni culturali ed il paesaggio.
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