Il Consiglio di Stato annulla il provvedimento voluto da Rutelli Il sindaco: «Una doccia fredda, non me l'aspettavo» Una grana così, a meno di un mese dalla sua elezione, il nuovo sindaco di Pienza Fabrizio Fé, candidato con la lista civica «La Piazza», non se l'aspettava proprio. «La riapertura del caso Monticchiello è una doccia fredda, come se non bastassero i problemi della città, mi faccia gli auguri, ne ho bisogno» commenta sarcastico. Tutto nasce dalla notizia, apparsa ieri su Repubblica , secondo cui il Consiglio di Stato ha emesso una sentenza che annulla i vincoli indiretti imposti nel 2007 dall'allora ministro Francesco Rutelli all'area del borgo di Monticchiello. Un provvedimento che riapre la querelle su quello che Alberto Asor Rosa aveva ribattezzato l'«ecomostro », denunciando «il cemento assale la Valdorcia» e avviando una campagna per fermare i lavori. Si riaccende così la polemica sulla realizzazione del complesso immobiliare di 11 ville (suddivise in 87 mini appartamenti) che sarebbero dovute sorgere a ridosso delle mura del borgo medievale. Otto sono già state realizzate. Mancano le ultime tre, che adesso potrebbero essere costruite, dato il via libera della sesta sezione del Consiglio di Stato, che annulla i provvedimenti del ministro Rutelli, ritenendo, tra l'altro, che la procedura non avrebbe ricevuto adeguato approfondimento tecnico, che il vincolo indiretto non sarebbe ammissibile poiché non c'è un vincolo diretto sulla rocca e che il diritto acquisito dall'impresa non è stato compensato dalla possibilità costruire altrove. Insomma, una bella grana per il nuovo sindaco, che ieri ha appreso la notizia dalla stampa «su quella vicenda ero sereno, perché mi sembrava già decisa e invece adesso si rimette tutto in discussione, prima di esprimere un parere vorrei leggere la sentenza. In linea di principio sono sempre stato d'accordo sui vincoli imposti a Monticchiello, anche se nel mio programma elettorale avevo previsto una rivalutazione di quei vincoli per evitare che penalizzassero anche aree limitrofe, danneggiando alcuni pientini che hanno perso il diritto a edificare sui loro terreni ». Asor Rosa vorrebbe un intervento da parte degli enti locali. Il Comune, ad esempio, potrebbe valutare l'ipotesi di concedere altri terreni all'impresa. «Se ci sono soluzioni condivise che non gravano sulle casse dell'amministrazione, sarò il primo a sostenerle». Più informato del primo cittadino è l'assessore ai lavori pubblici Luigi Lizzi «ho avuto notizia della sentenza giovedì sera, ma non ne ho ancora parlato con il sindaco. Posso solo dire che terremo in considerazione le esigenze e le istanze dei cittadini». Chi è preoccupato per la possibilità che la sentenza del Consiglio di Stato crei un «pericoloso precedente», è l'assessore regionale al Territorio Riccardo Conti. «Aspetto di leggere la sentenza per commentarla. Penso che il problema sia sorto perché il vincolo è stato posto a cose fatte, quando i lavori erano in corso». Non teme che il completamento delle ville possa deturpare una delle aree più belle della Regione? «La Toscana è un'altra cosa, non è solo Monticchiello. Quello è diventato un caso mediatico che avrebbe voluto essere emblematico, ma non lo è. C'è una scala di interventi e di priorità in Toscana e quelle ultime tre ville non sono in cima a questa scala. La Regione aveva proibito di edificare sotto le mura di Monticchiello, la soprintendenza non si pronunciò e i lavori partirono. Oggi, grazie all'accordo con la soprintendenza e al Piano di indirizzo territoriale, questo non sarebbe possibile». Magra consolazione, ma intanto quelle otto ville ci sono già e presto potrebbero diventare undici, come prevede il progetto.
TOSCANA - Valdorcia. Monticchiello senza vincoli ora scontenta tutti. O quasi
Il Consiglio di Stato ha annullato i vincoli imposti nel 2007 dall'allora ministro Francesco Rutelli all'area del borgo di Monticchiello. Questo provvedimento annulla i vincoli indiretti che avrebbero potuto fermare la realizzazione del complesso immobiliare di 11 ville, suddivise in 87 mini appartamenti, a ridosso delle mura del borgo medievale. Otto ville sono già state realizzate, mentre le ultime tre potrebbero essere costruite. Il sindaco di Pienza, Fabrizio Fé, ha appreso la notizia dalla stampa e ha espresso la sua preoccupazione per la possibilità che la sentenza del Consiglio di Stato crei un pericoloso precedente.
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