Al "cremlino" l'esposizione dei progetti su imperia realizzati dagli studenti Tra le idee più originali anche un casinò sotto il livello del mare nel bacino onegliese Imperia. Progetti e sogni per il futuro della città e quelle aree dismesse ancora da "scoprire" sotto il profilo architettonico. Sono nati dalla fantasia degli studenti della Facoltà di Architettura di Genova e, da ieri, sono ospitati nel vecchio palazzo comunale di piazza Dante. Una città che si trasforma, che vuole guardare al futuro con lo sguardo dei giovani studenti del terzo anno del corso che, quei sogni, li hanno disegnati su carta e "spiegati" con plastici nella sala del "Cremlino". Tra questi uno grandissimo che riproduce tutto il capoluogo rivierasco in scala 1:500. Guidati dal professor Marco Casamanti, i 35 giovani divisi in cinque gruppi di sei elementi più un altro gruppo di cinque, hanno lavorato per tutto l'inverno scorso a costruire il plastico che riproduce Imperia, dai moli dei due porti fino all'immediato entroterra collinare. È stato concluso soltanto nell'insonne notte tra venerdì e ieri, prima dell'inaugurazione della mostra. Sei sono i progetti che prendono in esame soprattutto il water front imperiese e il suo collegamento con le sponde del torrente Impero. «Ci siamo impegnati moltissimo, abbiamo lavorato sodo - racconta Antonio Bovero, uno degli studenti imperiesi coinvolti - Tanto che ci siamo autotassati per acquistare il materiale necessario per il grande plastico: abbiamo speso 1.800 euro. La Facoltà ce ne ha rimborsato soltanto 180». Il capoluogo rivierasco, insomma, è stato al centro del lavoro di un intero anno accademico. «Abbiamo scelto Imperia perchéè una città in trasformazione - spiega il professor Casamanti - Per questo può diventare un grande laboratorio». Un'occasione unica, a quanto pare, che ha offerto l'opportunità di sognare il futuro urbanistico imperiese con parametri originali. «In Italia il discorso industriale - continua Casamanti -è stato affrontato soltanto in termini di dismissioni. Noi, invece, abbiamo tentato di integrare la città con le strutture industriali presenti». Un principio che il docente dell'ateneo genovese definisce all'avanguardia e che è stato ampiamente condiviso e sviluppato dai ragazzi. E' il caso del progetto "Mimesi industriale" concepito da un gruppo di cui fanno parte il rivierasco Davide Giauna di Dolceacqua con Luca Drago, Beatrice Colombo, Chiara Centanaro, Sara Amielli e Maurizio Forno. «Abbiamo pensato di creare una quinta di case sopraelevate di sei metri - illustra il progetto Davide - Alla quota inferiore rimarrebbe e continuerebbe la sua attività l'Olio Carli che, però, sarebbe mimetizzata». Sogni? Forse. Tra questi persino una piazza e un casinò sotto al livello marino nel bacino onegliese. Sorpreso e entusiasto, l'architetto Luca Lanteri, assessore all'urbanistica. «Confrontarsi con una figura di livello internazionale come il professor Casamanti è una grande esperienza - ha detto - E noi non potremo non tenere conto dei progetti concepiti». «Sono affascinato dal grande plastico - afferma Gianfranco Gaggero, assessore ai lavori pubblici - E' uno strumento prezioso ideato da menti giovani senza condizionamenti». Un lavoro che ha colpito gli amministratori e le circa 500 persone che hanno gremito la sala della mostra.
LIGURIA - Il futuro in un gigantesco plastico
Al vecchio palazzo comunale di piazza Dante, a Imperia, è stata inaugurata una mostra con i progetti di 35 studenti della Facoltà di Architettura di Genova, che hanno lavorato per tutto l'inverno scorso per creare plastici che riproducono la città e le sue aree dismesse. I progetti includono idee originali come un casinò sotto il livello del mare nel bacino onegliese e una quinta di case sopraelevate di sei metri. Il professor Marco Casamanti ha guidato i giovani studenti e ha spiegato che la città di Imperia è stata scelta perché è in trasformazione e può diventare un grande laboratorio per sognare il futuro urbanistico.
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