Per lassessore sono solo "tre villette". Legambiente: "Bondi intervenga" Il sindaco e l"ecomostro" "Niente soldi per i risarcimenti" «Il completamento dellinsediamento abitativo è da evitare, ma non si chieda al Comune di risarcire i costruttori affinché non lo realizzino. I soldi non ci sono, il Comune non è in grado di risarcire niente. Occorre che intervengano livelli superiori, la Regione, lo Stato, magari lEuropa visto che per lUnesco la Val dOrcia è patrimonio universale da proteggere». Il giorno dopo la notizia che il Consiglio di Stato ha annullato il vincolo indiretto dellarea intorno alla rocca di Monticchiello, che di fatto permette la realizzazione degli ultimi diciotto appartamenti in tre edifici della discussa lottizzazione alle porte del borgo medievale, parla il nuovo sindaco di Pienza, di cui Monticchiello è frazione. Fabrizio Fè, uomo di sinistra alla guida di una lista civica appoggiate da centrodestra ma anche da Verdi e singoli rifondaroli, ha vinto le elezioni con 100 voti di scarto. Giusto quelli che, rispetto alle precedenti votazioni, sono passati a lui dal centrosinistra proprio nella frazione di Monticchiello e che per la prima volta nella storia repubblicana hanno impedito che la poltrona più importante della città di Pio II venisse occupata da un erede del Pci. Dicono che Fè abbia vinto le elezioni perché premiato dalla battaglia per tenere Pienza nellambito sanitario dellefficiente ospedale di Nottola, invece che dellAmiata, ma la vicenda Monticchiello e il voto dei suoi abitanti hanno pesato. Il giudizio di Fè sullinsediamento è severo. «E molto invasivo, ha raddoppiato il paese, Monticchiello non ne aveva bisogno» dice. «In origine, quando fu previsto di realizzare in 20 anni 30 appartamenti per i residenti, il progetto poteva andare, ma poi è stato stravolto e ha permesso di costruire in appena un anno 70 appartamenti. E non per i residenti. Tutta colpa della variante approvata tra il 1996-97». Al Comune si rivolge Alberto Asor che auspica un risarcimento in grado di far desistere i costruttori dal completare il villaggio. Risarcimento che potrebbe consistere anche nel permesso a edificare altrove. Tacciono i costruttori di Iniziative Toscane. Parla invece Legambiente. «Il ministro Bondi e la Regione Toscana trovino una soluzione per impedire lo scempio di Monticchiello» dice lassociazione ambientalista. «E quanto mai urgente impedire linvasione delle seconde case in Toscana. Colline, borghi storici e località costiere sono sempre più minacciate dal cemento e quindi dal dilagare di un modello di turismo sbagliato e dannoso». Lassessore allurbanistica della Regione, Riccardo Conti, ricorda: «Per la giunta toscana, che dette parere negativo, quellinsediamento non sarebbe mai stato realizzato. Nei mesi scorsi abbiamo approvato il Piano integrato del territorio (le regole a cui i Comuni dovranno attenersi) e collaborato con sovrintendenza e ministero per definire i criteri di tutela e valorizzazione dellambiente (per primi abbiamo approvato il Codice del paesaggio). Credo che sarebbe ingeneroso adesso montare un nuovo «caso Monticchiello» per tre villette. Con i problemi che ci sono in Toscana, a cominciare dalla crisi economica, aprire un ennesimo dibattito su un falso problema sarebbe uno schiaffo ai toscani».