Dopo l'appello del presidente dell'Anc vertice con Berlusconi e Letta Bondi avvia la procedura ma apre al dialogo Alemanno: i nuovi limiti ledono l'urbanistica e le imprese, è importante il confronto con Regione e Ministero Il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, fa partire il procedimento sull'ipotesi, avanzata nelle scorse settimane dalla Soprintendenza della Capitale, di apporre nuovi vincoli paesaggistici nell'agro romano. La decisione dopo un vertice con Berlusconi e Letta. Contro questa iniziativa si sono sollevate le voci unanimi delle istituzioni locali, dal sindaco Gianni Alemanno al govematore Piero Marrazzo. Ha detto il sindaco facendo riferimento al piano regolatore: «I vincoli ledono urbanistica e imprese, siamo fortemente contrari, bene l'istituzione di un tavolo di confronto». Dal mondo dell'imprenditoria, l'Acer stima le perdite nel quadrante compreso fra Laurentina e Ardeatina: «Un miliardo di euro di investimenti, oltre 20 mila posti di lavoro e 1.100 alloggi per l'affitto agevolato». Dopo l'appello lanciato dal presidente dell'Ance Paolo Buzzetti, è arrivato ieri il vertice tra il premier Silvio Berlusconi, il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Gianni Letta, il ministro Sandro Bondi e il sindaco di Roma Gianni Alemanno, sul cambiamento delle procedure da utilizzare per i vincoli paesaggistici. Sarà così studiato dal ministero dei Beni culturali il modo di superare l'ipotesi, avanzata nelle scorse settimane dalla Soprintendenza della Capitale, di apporre nuovi vincoli nell'agro romano. Un'evenienza contro cui si sono sollevate le voci unanimi delle istituzioni locali, dal sindaco Alemanno al governatore Piero Marrazzo. Oltre che del mondo dell'imprenditoria, con l'Acer che stima in «un miliardo di euro di investimenti, oltre 20 mila posti di lavoro e 1.100 alloggi per l'affitto agevolato» le perdite che deriverebbero da nuovi vincoli nel quadrante compreso tra la Laurentina e l'Ardeatina. La conclusione del procedimento avviato da Bondi - serviranno tre mesi, prolungabili a sei - non è scontata. Perché si può arrivare a decidere di non applicare nessun vincolo, così come a metterne uno parziale o addirittura (ma è l'ipotesi meno probabile) un vincolo totale. Il ministro ha ribadito che «è sua intenzione esercitare le funzioni di tutela del paesaggio» ma ha espresso la sua disponibilità a un tavolo permanente di confronto sulle questioni legate al paesaggio nel Comune di Roma, a cui invitare anche la Regione Lazio, «nell'auspicio di raggiungere un'intesa che tenga contestualmente conto della tutela dell'agro romano e del necessario sviluppo economico del Comune di Roma». Il sindaco apprezza per la realizzazione del tavolo tecnico: «un impegno importante, preso davanti al premier e a Letta, che permette di recuperare il rapporto di collaborazione con il ministero ed evitare una pericolosa conflittualità istituzionale, che paralizzerebbe l'economia romana». «Pur rispettando le scelte del ministro Bondi, manteniamo l'atteggiamento fortemente critico rispetto alla decisione di aprire la procedura per porre un vincolo paesaggistico nella periferia di Roma - commenta Alemanno - Un più attento coinvolgimento degli Enti Locali nell'istruttoria per aprire la procedura avrebbe permesso di delimitare in maniera più puntuale le aree, evitando di mettere in crisi una parte importante della pianificazione urbanistica di Roma e soprattutto di rimettere in discussione diritti acquisiti da molti operatori del mondo imprenditoriale ed economico romano». Esterino Montino, vice presidente della Regione, parte all'attacco: «La decisione di Bondi di adottare il decreto che vincola in modo indiscriminato senza una logica di qualità paesaggistica, viste le tantissime borgate che sono all'interno dell'area in questione, è assolutamente grave - dice Montino - e si configura come un atto di prepotenza istituzionale, anche perché, la procedura adottata è irrituale e atipica». Contro la decisione di Bondi anche l'assessore provinciale all'ambiente, Michele Civita: «Si sta dando un vero e proprio colpo alla concertazione e alle regole di cui la nostra comunità si è sempre dotata», dice Civita. Forte preoccupazione arriva anche dall'associazione dei costruttori edili romani: «Siamo stupiti che dopo 15 anni di analisi del territorio da parte del Comune di Roma e della Regione Lazio - sottolinea il presidente dell'Acer Eugenio Batelli - si dia seguito a un vincolo che potrebbe compromettere l'operatività di numerosi interventi imprenditoriali conformi al piano regolatore e in avanzata definizione, con riflessi pesantissimi per il settore Fa. Ro. Un caso esploso all'improvviso un mese fa La vicenda dei nuovi vincoli paesaggistici nell'area dell'agro romano compresa tra la Laurentina e l'Ardeatina, nasce a metà giugno, quando la Soprintendenza ai beni architettonici avanza l'ipotesi di vincolare nuove aree, contrariamente alle previsioni contenute nel nuovo piano regolatore generale della Capitale, approvato di recente dopo 15 anni di discussioni sul tema. L'iniziativa della soprintendente Federica Galloni trova subito la dura reazione del sindaco Gianni Alemanno: «L'ipotesi di questo nuovo attacco devastante al Piano regolatore generale del Comune di Roma appare incomprensibile anche a chi, come noi, ha criticato quel piano all'epoca della sua approvazione e lo vuole oggi gradualmente modificare», ha detto Alemanno. E' stato quindi istituito il tavolo di lavoro tra ministero dei Beni culturali e Campidoglio, per discutere in maniera approfondita della questione dei vincoli paesaggistici nel territorio della Capitale. Del tavolo di lavoro fanno parte per il ministero il capo di Gabinetto Salvatore Nastasi, il capo segreteria del ministro, Enrico Huellweck, il capo dell'Ufficio legislativo, Mario Luigi Torsello e la soprintendente per i Beni architettonici e paesaggistici di Roma, Federica Galloni. Il Comune di Roma è invece rappresentato dall'assessore all'urbanistica, Marco Corsini, e dal direttore del VI Dipartimento, Enrico Stravato.
Agro romano. Prg, un tavolo per superare i vincoli
Il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, ha avviato la procedura per apporre nuovi vincoli paesaggistici nell'agro romano, dopo un vertice con il premier Silvio Berlusconi, il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Gianni Letta e il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Le istituzioni locali, come il sindaco Alemanno e il governatore Piero Marrazzo, si sono sollevate contro l'iniziativa, affermando che i vincoli lederebbero l'urbanistica e le imprese.
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