Botta e risposta tra il sindaco Gianni Alemanno e il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi sui vincoli all'Agro romano. «Pur rispettando le scelte del ministro Bondi, esercitate nell'autonomia del suo dicastero, manteniamo l'atteggiamento fortemente critico rispetto alla decisione di aprire la procedura per porre un vincolo paesaggislico nella periferia di Roma», ragiona infatti il primo cittadino, «sicuramente le radici e le motivazioni di questa procedura risalgono ai conflitti politici che esistevano tra l'allora sindaco Veltroni e l'allora ministro Rutelli, che portarono il Comune di Roma a ignorare totalmente le osservazioni avanzate dalla Sovraintendenza statale al Piano paesaggistico regionale e al Piano regolatore comunale. Giudico però molto importante che il ministro Bondi di fronte al presidente del Consiglio Berlusconi e al sottosegretario Letta ci abbia garantito l'istituzione di un tavolo ufficiale di confronto tra Comune, Regione e Ministero». Dal canto suo Bondi aveva ribadito che è sua intenzione esercitare le funzioni di tutela del paesaggio che la Costituzione italiana e il Codice dei Beni culturali e del Paesaggio assegna al Ministero, in spirito di totale collaborazione con gli enti locali.