Quattordici importanti reperti sono stati restituiti all'Italia dal Cleveland Museum of Art. «Sono molto lieto di annunciare il recupero di questi reperti, sottratti al nostro patrimonio culturale e restituiti grazie all'accordo concluso, nello scorso mese di novembre, con il Cleveland Museum of Art, ha detto il ministro Sandro Bondi durante la conferenza stampa. Credo che questo accordo sia una delle manifestazioni più alte della politica culturale del ministero, che mira a perseguire l'obiettivo del recupero dei beni illecitamente fuoriusciti dal nostro Paese». Di particolare pregio un bronzetto nuragico proveniente dalla Sardegna, un'opera di eccezionale rarità che raffigura un guerriero provvisto di arco. Alto venti centimetri, è databile dal IX all' VIII secolo a.C., e testimonia il ruolo centrale dell'isola nel contesto dei traffici mercantili del Mediterraneo. Un altro reperto è un cratere corinzio della metà del VI secolo a.C. raffigurante dei guerrieri, rappresentazione tipica del mondo aristocratico, e una scena pastorale nel fregio sottostante, riconducibile invece a un ambiente orientalizzanti. Importante anche il vaso-biberon a forma di maialino, di origine sicula. Pregevoli sono inoltre i vasi funerari apuli in particolare il grande cratere che raffigura Ettore e un askos con effigiata in bianco la statua di un guerriero defunto.
14 reperti ridati all'Italia
Quattordici importanti reperti sono stati restituiti all'Italia dal Cleveland Museum of Art. Sono molto lieto di annunciare il recupero di questi reperti, sottratti al nostro patrimonio culturale e restituiti grazie all'accordo concluso, nello scorso mese di novembre, con il Cleveland Museum of Art, ha detto il ministro Sandro Bondi durante la conferenza stampa. Credo che questo accordo sia una delle manifestazioni più alte della politica culturale del ministero, che mira a perseguire l'obiettivo del recupero dei beni illecitamente fuoriusciti dal nostro Paese. Di particolare pregio un bronzetto nuragico proveniente dalla Sardegna, un'opera di eccezionale rarità che raffigura un guerriero provvisto di arco. Alto venti centimetri, è databile dal IX all' VIII secolo a.C., e testimonia il ruolo centrale dell'isola nel contesto dei traffici mercantili del Mediterraneo. Un altro reperto è un cratere corinzio della metà del VI secolo a.C. raffigurante dei guerrieri, rappresentazione tipica del mondo aristocratico, e una scena pastorale nel fregio sottostante, riconducibile invece a un ambiente orientalizzanti. Importante anche il vaso-biberon a forma di maialino, di origine sicula. Pregevoli sono inoltre i vasi funerari apuli in particolare il grande cratere che raffigura Ettore e un askos con effigiata in bianco la statua di un guerriero defunto.
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