Cosa intende fare il Governo affinché sia garantita l'autonomia da eventuali gravi ingerenze politiche della Commissione tecnica per la verifica della Via (Valutazione d'impatto ambientale) e della Vas (Valutazione ambientale strategica) relativa ai due rigassificatori per i quali vi sono richieste di insediamento a Trieste? Lo chiedono con un'interrogazione al ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo tre senatori del Partito democratico: Tamara Blazina, Carlo Pegorer e Roberto Della Seta. I firmatari del documento si riferiscono in particolare ad alcune dichiarazioni fatte dal sottosegretario triestino all'Ambiente, Roberto Menia che riguardo al rigassificatore di Zaule proposto dalla società Gas Natural ha affermato: «La firma del ministro dell'Ambiente sul documento di Via, che completerà l'ok paessaggistico sottoscritto dal responsabile dei Beni culturali Sandro Bondi, a meno di improbabili colpi di scena diplomatici, arriverà entro la fine di giugno». Successivamente Menia ha dichiarato: «La commissione Via ha svolto puntualmente e completato tutte le indagini supplementari determinate dalle obiezioni della Slovenia. Ora manca solo un ultimo passo formale di carattere internazionale, dopodiché arriverà la firma del ministro». Per quanto riguarda invece la realizzazione del rigassificatore off shore nel golfo di Trieste proposto dalla società E.On il sottosegretario ha affermato: «Direi proprio di no... Il via libera al secondo rigassificatore produrrebbe un cumulo di impatti ambientali. A questo si somma la contrarietà all'impianto marino, impensabile per un area che punta sul turismo, espresso dalle amministrazioni locali». Blazina, Pegorer e Della Seta chiedono quali siano le motivazione che hanno spinto il sottosegretario ad anticipare pareri che spetterebbero esclusivamente alla Commissione tecnica, se a oggi siano stati completati gli iter autorizzativi e pertanto rilasciati i pareri obbligatori sulla compatibilità ambientale dei due rigassificatori e nel caso appunto in cui questi iter non siano stati conclusi cosa si intenda fare affinché sia garantita l'autonomia della Commissione tecnica da eventuali gravi ingerenze politiche. Riferendosi invece alla tragedia di Viareggio, Mario Marin dell'Italia dei Valori sostiene che «un treno di Gpl che subisce un incidente è un disastro, dieci, cento, mille volte più piccolo di ciò che potrebbe accadere nel golfo di Trieste qualora fosse costruito l'impianto di rigassificazione che questa giunta regionale e questo Governo vogliono insediare in un'area dove a poche centinaia di metri vivono migliaia di persone».