«La Sovrintendenza non vuole riaprire il nostro museo». È polemica dopo l'ultima manifestazione che si è svolta al castello Svevo, in occasione della tappa di «Salvalarte» organizzata da Legambiente, che ha visto la partecipazione della responsabile della Sovrintendenza, Mariella Muti, che non ha saputo dare risposte certe sui lavori di riconsolidamento del maniero. «Appare evidente che non esiste nessuna volontà politica che possa portare in tempi brevi alla riapertura del museo, questa città ancora una volta è costretta a subire le angherie degli enti preposti, poco sensibili alla risoluzione dei problemi relativi ai beni monumentali e culturali». È questo lo sfogo amaro, dopo anni di attesa, di Tullio Marcon direttore del "Museo della Piazzaforte" chiuso nel febbraio 1996 per i lavori di consolidamento del bastione San Giacomo, del castello, che ospitava le sale con i cimeli di guerra. In questi otto anni in varie occasioni autorevoli funzionari e politici di turno hanno più volte annunciato l'avvio di lavori. A questo punto quali siano, in concreto, i programmi di restauro e i tempi per la fruizione del castello e il riutilizzo per il museo. Assieme ad una indagine per risalire agli interventi operati in questi decenni che, sin'ora, non hanno portato a nulla di concreto «Questo è il castello federiciano più misurato al mondò - dice Marcon -ogni volta che ci sono da spendere dei soldi si inizia dalle misurazioni, dai rilievi e sondaggi. Quando tutti sanno che negli uffici del Genio civile esistono tutte le piantine del manufatto». Il museo fu aperto nel 1990 e in sei anni ha visto passare circa ventimila visitatori, è iscritto nell'elenco ufficiale dei musei italiani, è l'unico del genere nell'Italia meridionale. È chiuso dal 1996, parte dei cimeli sono stati dislocati al «Museo dello sbarco» di Catania alle «Ciminiere». «A luglio del 2002 - dice Tullio Marcon - la Sovrintendenza aveva fatto sapere che "non sarà possibile una ricollocazione dei reperti prima di due anni (finanziamento progetto, bando di gara, esecuzione lavori, collaudo). Si rappresenta che questo ufficio condivide l'opportunità di riportare i reperti nella sede originale, ricreando lo Stretto collegamento della recente storia militare di Augusta Con il passato della piazzaforte". Sono passati inutilmente due anni ma dei lavori preannunciati neanche l'ombra». In questi anni c'era stata la disponibilità della Marina militare a cedere una sua area per la realizzazione di un padiglione, progetto accantonato per mancanza di fondi da parte del Comune.