Mentre gli impianti si possono installare a Venezia o a San Pietro Mariella Muti: abbiamo chiesto un piano regionale, non è stato fatto. Abbiamo proposto campi alternativi dove installare i pannelli "Sulle tegole nessun impianto: esistono già i film da applicare ai vetri degli infissi, domani ci saranno i coppi ad hoc» Pannelli fotovoltaici consentiti, anzi incentivati, sui tetti di Venezia e su quelli dell'aula Nervi, ai piedi «der Cupolone». Sui tetti dei centri storici del Siracusano, invece, no. L'Italia fotovoltaica si conferma quindi a macchia di leopardo: in questo Paese, su ogni lembo di territorio accade il contrario rispetto al lembo confinante. Esempio di caso limite, stavolta, è un parco eolico a Buccheri. Qui la Soprintendenza di Siracusa ha negato l'autorizzazione all'impianto di un parco eolico. Lo stesso impianto è stato invece autorizzato dalla Soprintendenza di Catania per il territorio di Vizzini: esattamente al confine con il territorio di Buccheri. Conseguenza: i buccheresi si sorbiscono la vista e il ronzio delle pale eoliche, ma le royalties se le incassa il Comune di Vizzini. «Noi, infatti siamo più rigidi» afferma la soprintendente aretusea Mariella Muti. Però non è giusto che si seguano criteri diversi nel Paese, addirittura su territori confinanti. «E' per questo, puntualizza la soprintendente, che ho proposto all'assessorato un piano regionale per impianti fotovoltaici ed eolici. Ma stiamo ancora aspettando. Abbiamo anche proposto l'istituzione dei campi alternativi, sui quali i proprietari di case nei centri storici possano installare i loro impianti fotovoltaici». Ma non è pratico né giusto che ogni proprietario di casa di un centro storico, per installare un impianto fotovoltaico ad uso di una o più famiglie, debba andare a comprarsi un pezzo di terreno chissà dove e a quale prezzo. «Si può ipotizzare una gestione del Comune o degli stessi investitori». Ma occorre una normativa che non c'è... «Si faccia. Sulle tegole dei nostri centri storici non consentiremo l'installazioine di alcun pannello. La tecnologia evolve: ora ci sono i film fotovoltaici da applicare ai vetri degli infissi. Domani i coppi fotovoltaici. Aspettiamo». Ma chi deve produrla questa nuova normativa? Ovviamente la Regione. Che invece ha da fare altro. Le energie alternative, come i trasporti, come tutte le infrastrutture, possono attendere. in definitiva questo Paese rimane sempre a doppia velocità. Anzi, il gap tra Nord e Sud si aggrava sempre più. Ma cosa si è fatto a Venezia? Comune e Soprintendenza della laguna più famosa del mondo hanno sottoscritto una convenzione con le linee guida per la installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti del centro storico: una sorta di «piano regolatore delle installazioni fotovoltaiche nel centro storico lagunare». Le linee guida prevedono, tra l'altro, che ogni singolo intervento debba essere comunque approvato dalla Soprintendenza, ma con procedura accelerata. Prevedono inoltre che gli impianti debbano essere «a completa integrazione architettonica», non possano sporgere dalla falda del tetto nè spingersi al di sopra delle tegole, debbano essere «scarsamente visibili dal basso», non possano coprire più del 6 per cento della superficie di ogni singola falda. Per superfici più estese, occorre una prolungata fase di osservazione. E' stato inoltre redatto una sorta di «repertorio esemplificativo» di impianti architettonicamente integrati, da aggiornare continuamente, e che vadano al passo con la evoluzione tecnologica. Alla firma della convenzione si è arrivati dopo un anno e mezzo di trattative tra Comune, Soprintendenza e Agenzia per l'energia. Molto più semplice è stato, invece, installare i pannelli fotovoltaici sul tetto dell'aula Nervi, ai piedi «der Cupolone». Una impresa tedesca e una altoatesina hanno presentato il progetto, gli organi tecnici del Vaticano l'hanno approvato e le due imprese hanno donato al Papa l'impianto. Che già funziona. Così va il mondo. Questo mondo.