RICETTE ANTICRISI. Ecco tutto quello che c'è da sapere se si vuole ampliare la propria abitazione, dopo che la Regione ha approvato la nuova legge Esclusi gli interventi nel centro storico, nei centri storici minori e sulle colline La legge è valida per 2 anni Decolla anche a Verona il Piano casa approvato dal Consiglio regionale. Potenzialmente può riguardare migliaia di immobili. Chi vuole ampliare la prima casa fin a un massimo del 20 per cento può farlo subito. Basta che il professionista incaricato del progetto presenti una Dichiarazione d'inizio attività (Dia), entro 24 mesi da quando la legge entrerà in vigore. E fra qualche giorno il provvedimento verrà pubblicato sul Bollettino regionale. IL RUOLO DEL COMUNE. Dovrà aspettare ancora un po', invece cioè attendere che il Comune deliberi se e con quali limiti applicare la normativa chi vorrà demolire o ricostruire la seconda casa, un albergo, un capannone industriale o artigianale, e quindi potrà godere di un aumento di volumetria del 40 per cento, ma soltanto se gli interventi prevedono di impiegare tecniche costruttive di bioedilizia e impianti per il risparmio energetico. Si potrà arrivare anche al 50 nel caso questi interventi rientrino in un Piano urbanistico attuativo (Pua), cioè si riferiscano a un complesso di edifici e prevedano anche lavori a strade, parcheggi e arredo urbano. TEMPI STRETTI. Sarà il Consiglio comunale, quindi, a doversi esprimere entro il 30 ottobre per capire come a Verona verrà applicato il Piano. Palazzo Barbieri punta comunque a non perdere tempo. «L'amministrazione comunale si impegnerà per portare in Consiglio in tempi brevi, prima della scadenza del 30 ottobre, la delibera per l'applicazione del provvedimento», spiega l'assessore all'urbanistica, Vito Giacino, illustrando in municipio il Piano casa con il suo collega all'edilizia privata Alessandro Montagna, con il consigliere regionale Tiziano Zigiotto, presidente della commissione regionale urbanistica, e con il presidente della commissione consiliare urbanistica del Comune, Marco Comencini. Giacino sottolinea che «resteranno naturalmente esclusi dal Piano il centro storico cittadino, i centri storici minori e le colline, come già previsto dal Pat». La stessa legge regionale, comunque, esclude i centri storici da possibili ampliamenti e riqualificazioni. «Il lavoro degli uffici comunali sarà ora quello di armonizzare quanto stabilito dal Piano casa con il nostro Piano degli interventi, in modo da rendere compatibili i nuovi interventi con la pianificazione urbanistica già in fase di avanzata definizione», aggiunge Giacino. Da cui parte anche «un plauso alla Regione per aver varato un provvedimento, che rappresenta anche per l'economia veronese, e per l'edilizia in particolare, un'iniezione importante per uscire dalla crisi». L'amministrazione, in pratica, dovrà tenere conto delle indicazioni già date per le riconversioni di edifici, per le ristrutturazioni e sistemazioni di edifici, capannoni o complessi industriali o artigianali dismessi, come quelli di Verona sud e della Zai in particolare (fino a lambire i quartieri di Borgo Roma, Santa Lucia e Golosine). Proprio lunedì, infatti, verrà pubblicato il bando con cui presentare i progetti che, per quanto riguarda i privati, dovranno prevedere anche compensazioni in opere pubbliche, come strade e parcheggi. IL COMMISSARIO. Tutti gli interventi del Piano casa, precisano gli amministratori, dovranno in ogni caso rispettare i regolamenti e le norma comunali. Ma che cosa succederà se al 30 ottobre il Comune (e questo vale per tutti e 98 i Comuni veronesi e del Veneto) non si sarà espresso? La Giunta regionale nominerà un «commissario ad acta», entro 15 giorni dalla scadenza del 30 ottobre, con l'incarico di far applicare la legge regionale così com'è, senza aggiunte o particolarità locali. MENO ONERI. Fra i punti salienti della legge c'è anche la riduzione del 60 per cento degli oneri di urbanizzazione per chi amplia la prima casa e del 100 per cento quindi verranno cancellati per edifici abitati da persone disabili. «Questa legge regionale sulla casa è importante perché darà nuove possibilità di lavoro per le piccole imprese», spiega l'assessore Montagna. «Darà una risposta alle famiglie che hanno necessità e possibilità di ampliare la propria abitazione», precisa. «Al tempo stesso è un'agevolazione a utilizzare la bioedilizia. Tutto questo contribuirà anche a migliorare la qualità e l'ordine del paesaggio urbano». Zigiotto sottolinea invece la potenziale ricaduta del Piano casa sull'economia veronese e veneta, in un momento di crisi. «Questo Piano è uno strumento di legge snello, in grado di sostenere in maniera concreta il settore dell'edilizia, che fino a qualche tempo fa rappresentava il 27 per cento del Prodotto interno lordo del Veneto, con circa 100mila fra addetti e lavoratori di filiera», spiega il consigliere regionale il quale, nonostante la sua soddisfazione per il varo della legge, si toglie un sassolino. «La Regione ha dato il modello di legge sulla casa al Governo e spiace che, per inutili polemiche, proprio in Consiglio regionale si siano persi quattro mesi per approvarla. E magari qualche addetto dell'edilizia, in questo periodo, ha perso il lavoro».