Lettera aperta del 'Fondo' al Presidente dell'Acer "Apprendiamo della forte preoccupazione da Lei espressa in merito alla proposta del Ministero dei Beni Culturali di apporre nuovi vincoli sul territorio romano, dichiarando per converso che 'occorre avviare quanto prima il maggior numero di cantieri' per sostenere sviluppo ed occupazione. Dalle sue parole si comprende che il vincolo venga erroneamente interpretato come ostacolo ad un presunto sviluppo. Francamente riteniamo tale posizione tanto demagogica da apparire desueta ed inopportuna, con il rischio evidente di banalizzare le esigenze alla base di una corretta gestione del territorio". E' quanto Vanessa Ranieri, presidente WWF Lazio, scrive in una lettera aperta indirizzata al presidente dell'Acer Eugenio Batelli. "Riproporre il tema della tutela per il territorio della Capitale, a nostro avviso, è tutt'altro che fuori luogo, dal momento che in questi ultimi anni la trasformazione urbanistica della città ha subito una spinta troppo spesso improvvisata ed altrettanto mal posta in essere. Acer manifesta, diremmo quasi cronicamente, un'insoddisfazione rispetto ai numeri del costruito - continua il WWF - l'abbiamo registrata prima durante la discussione del Nprg e subito dopo l'approvazione dello stesso ed oggi apprendiamo che anche il territorio meritevole di tutela, poco in una realtà urbanistica che soffoca e dovrebbe invece porre attenzione ad ogni spazio libero, va secondo Acer coperto d'asfalto e cemento. Ora, indubbiamente, in poche righe si rischia d'essere approssimativi, seppur le sue dichiarazioni lascino poco spazio all'interpretazione; ma riteniamo che non sia più possibile rinviare nel tempo un sano confronto sul futuro di Roma, che certo non può esaurirsi nella mera contrattazione tra costruttori ed amministrazione eludendo qualsiasi livello di partecipazione cittadina. Ci rivolgiamo in questo senso a chi come lei ha una rilevanteresponsabilità per quanto attiene le trasformazioni in atto e quelle future, certi che converrà con noi sulla necessità di non intaccare il valore di un territorio unico - conclude la missiva - La certezza del diritto che lei rivendica per valutare l'opportunità di investimento delle aziende non può essere posto innanzi alle ragioni di tutela del patrimonio culturale ed ambientale, che il Ministero dei Beni Culturali ha apprezzabilmente e legittimamente voluto proporre all'attenzione pubblica".