Di Cosimo: "A rischio l'Housing sociale". Brancati: "I vincoli non saranno mai troppi" E sulle tutele dell'Agro Romano si registrano anche altri interventi di esponenti comunale e regionali. Per il Comune parla il Presidente della Commissione Urbanistica Marco Di Cosimo: "Le preoccupazioni espresse dal sindaco Alemanno e dal presidente dell'Acer Eugenio Batelli riguardo al provvedimento di tutela dell'Agro romano sortito dalla Soprintendenza di Roma, non solo sono condivisibili, ma mettono in luce il grande pericolo che esso rappresenta in un sol colpo per la realizzazione dell'housing sociale, le prospettive occupazionali nell'edilizia e tutto l'indotto produttivo e sociale del settore.". Diametralmente opposta la posizione della Consigliera Regionale Antonietta Brancati, che sulle tutele di queste aree della regione ha da sempre fatto una battaglia politica e programmatica, seguendo passo passo gli sviluppi di una possibile violazione dei territori:"E' nostro dovere preservare l'Agro Romano. Bene a fatto la Soprintendenza a procedere con la vincolistica dell'Agro Romano per la tutela di quanto è stato censito e rilevato di interesse storico-archeologico e monumentale. Le aree da vincolare a nostro avviso non saranno mai troppe, vista la peculiarità dell'Agro Romano, che rappresenta nell'immaginario collettivo anni di ispirazione nei secoli per pittori, artisti e letterati e meta di viaggiatori stranieri, che hanno lasciato opere irripetibili per bellezza artistica storica e documentaria. Infatti - aggiunge la Consigliera liberale- basta prendere in esame il censimento effettuato in anni di studio e di lavoro dal Comune di Roma, insieme ad Università e Soprintendenze di Stato, la Carta Storico-Archeologica-Monumentale e Paesistica dell'Agro Romano, peraltro mai adottata dal Comune di Roma come strumento urbanistico, per rendersi conto che l'Agro non è una semplice distesa di campi bensì è un patrimonio della collettività, gran parte inesplorato giunto a noi dall'antichità, che abbiamo il dovere di preservare e tramandare ai posteri. Patrimonio e memoria storica, questo è l'Agro Romano già pesantemente compromesso da anni di speculazione edilizia, di abbandono e di spoliazione. La difesa dell'Agro Romano, non è una battaglia ideologica ma la continuazione di un percorso avviato da grandi politici illuminati e studiosi che ha portato alla tutela vincolistica del Parco dell'Appia, del Parco di Veio e di altre aree di pregio a cui auspichiamo se ne vadano ad aggiungere altre".