Smantellate dopo tre anni le impalcature attorno al Ponte. I lavori non sono mai iniziati OLTRE TRE ANNI di ponteggi attorno al Ponte Monumentale. I genovesi avranno pensato: finalmente si ristruttura. Basta alzare gli occhi alla volta del ponte per notarne lo stato, quasi un pericolo pubblico. L'umidità sta disfacendo la materia della struttura e non è più dunque una questione solo estetica. Ebbene in queste ore i ponteggi si rimuovono e così pure i grandi manifesti che reggevano quella pubblicità il cui introito sarebbe servito a restaurare, gratuitamente per l'ente pubblico, il Ponte Monumentale. Smantellato il castello di ponteggi si scoprirà che per tre anni, sotto la velatura delle pubblicità, non è successo niente. Non solo: il ponte malconcio era, impresentabile è diventato. E la sua condizione, in tutto questo tempo passato inutilmente, si è aggravata. Il costo del restauro, circa 650 mila euro, sarebbe stato pagato anno dopo anno incassando i soldi dalla società pubblicitaria Artrade che avrebbe versato al Consorzio "Via Giulia Piccapietra" circa 140 mila euro all'anno. «Fino all'esaurimento del costo del restauro, operazione che oltre il risultato finale di un bene pubblico recuperato, metteva in moto un discreto giro occupazionale. Invece non abbiamo trovato un solo assessore, un solo funzionario che ci ha firmato il via dell'operazione». Così Enzo Bettini, tesoriere del Consorzio che raduna 22 imprese, Uel e Assedil, e che ha per presidente Giancarlo Bonifai e per coordinatore del progetto Lorenzo Romis. Il consorzio aveva firmato un accordo circa cinque anni fa con il Comune per restituire splendore a via XX Settembre. Accordo scaduto qualche mese fa e ora, dato il fallimento del progetto, e l'introito pubblicitario che non è mai stato quello sperato proprio perché l'impresa non è stata avviata, si smonta tutto quanto anche nel timore che Tursi, a questo punto, batta cassa per l'occupazione del suolo pubblico. Interpellato l'assessore Mario Margini dice: «Si trattava di un'opera meritoria che questo consorzio di imprese voleva gestire direttamente attraverso l'onere della pubblicità. La normativa è cambiata. Questa gestione diretta non è più possibile ed era in qualche modo una forzatura anche quando l'accordo è stato siglato. Non abbiamo trovato un solo dirigente che se la sentisse di far partire l'iniziativa». Insomma questo specie di feeling pubblico-privato si interrompe. Nel frattempo è stato speso del denaro da parte del Consorzio non solo per i ponteggi, 2400 euro al mese, ma anche per redigere impegnativi progetti di restauro (che restano nel cassetto) del ponte, che è davvero una struttura in pericolo per un'antichissima tubatura evidentemente non più integra al suo interno e per un rivo non impermeabilizzato che scorre in via Corsica. Insomma una ragnatela di infiltrazioni che in questi anni si è dilatata. E i numerosi sopralluoghi all'interno lo testimoniano. Dei soldi incassati dall'Artrade restano meno di 50 mila euro che forse il Comune richiederà. Si era registrata qualche difficoltà di avvio già due anni fa quando il Consorzio aveva denunciato una serie di cavilli burocratici ragion per cui avevano "spostato" catastalmente il Ponte Monumentale da via XX Settembre, collocandolo in Carignano: così l'accordo che escludeva via Venti dalla tassa di occupazione del suolo pubblico, non valeva per il Ponte. Blocco che sembrava risolto con rassicurazioni anche da parte dei diversi assessori comunali coinvolti nella faccenda. Ma alla dichiarazione di intenti non sono seguiti i fatti. Addio sogni di gloria per il Consorzio e per via XX Settembre che aveva visto quattro anni fa il coinvolgimento di Ministero dei Beni Culturali e Soprintendenza della Liguria, Comune di Genova nell'allora sindaco Giuseppe Pericu, Regione. Facciate, pavimentazioni, mosaici, soffitti a cassettoni, recupero di palazzate liberty. neogotiche, decò. Alla fine si è recuperato il porticato sottostante la chiesa di Santo Stefano, porticato neogotico a strisce bianche e nere che ha davvero uno smalto nuovo, tre facciate di palazzi i cui condomini hanno utilizzato una serie di detassazioni nel caso avessero restaurato il loro prospetto, e una pavimentazione a mosaico, in uno dei tratti di marciapiede che volgendo le spalle a De Ferrari scende verso destra. Si vede manifestatamente la differenza fra quel palazzo e quello immediatamente precedente, il palazzo del negozio di Mondadori per intenderci, dove il soffitto a cassettoni è corroso quasi completamente, il pavimento a mosaico con elementi marini è tutto buchi e pezze di cemento e la facciata con fiori incisi su fondo prugna, di grande raffinatezza, si sta sfaldando. E il confronto, fra quel che avrebbe potuto essere e non è, è stridente. bonomettiilsecoloxix.it
LIGURIA - Un "fallimento" Monumentale: burocrazia (mancati) restauri
Il Ponte Monumentale di Genova è stato smantellato dopo tre anni di lavori non iniziati. I lavori di restauro, inizialmente previsti per 650.000 euro, non sono mai stati avviati. Il Consorzio "Via Giulia Piccapietra" aveva firmato un accordo con il Comune per restituire splendore al ponte, ma l'accordo è scaduto e non è stato trovato un dirigente che avesse iniziato l'opera. Il ponte è stato danneggiato dall'umidità e la sua condizione è peggiorata nel tempo. Il Consorzio aveva incassato circa 140.000 euro all'anno dall'Artrade, una società pubblicitaria, ma il denaro non è stato utilizzato per il restauro.
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