Le istituzioni intervengono sulla Fortezza da Basso: dopo che la Soprintendenza ha ritirato il suo parere favorevole al masterplan stilato dall'architetto Gurrieri, l'obiettivo è evitare che la riorganizzazione dello spazio fieristico fiorentino sia rimandata sine die. L'idea potrebbe essere quella di un tavolo di coordinamento per risolvere i problemi con il Ministero. «Ho già sentito Nardella per telefono, ed è consapevole della gravità della situazione», afferma l'assessore regionale al Commercio, Paolo Cocchi. Il neosindaco Matteo Renzi, ha posto questo tema fra le priorità del suo programma e stamattina una riunione ad hoc proverà a gettare le basi per una soluzione positiva. Un coordinamento fra le istituzioni lo chiede la Camera di Commercio, che «dichiara la totale disponibilità propria e delle categorie a fare tutto quanto occorra per la rapida soluzione». Paolo Cocchi vuole far presto: «Così buttiamo via 8 anni di lavoro, bisogna trovare un modello operativo diverso. Non voglio neppure pensare che la Fortezza non ospiti più fiere ed eventi». Senza uno sblocco della questione, dice l'assessore, «si rischia di stare fermi per 5-6 anni». Per la Camera di commercio, anche un solo anno di immobilità costerebbe più di un milione di euro di indotto economico: «Non è una questione di campanile né tantomeno di un fiore all'occhiello da difendere - dice il presidente Vasco Galgani - , qui si tratta del ruolo di Firenze come polo di attrazione di affari e di esposizione dei prodotti dell'area metropolitana, oltre che di cerniera degli scambi culturali». Guarda con preoccupazione agli eventi Pitti Immagine, il principale cliente di Firenze Fiera: «Il nostro auspicio è che si trovi una soluzione recuperando il tempo perduto», ha detto l'amministratore delegato Raffaello Napoleone, mostrando ottimismo: «Abbiamo l'impressione che ci siano già state prese di posizione decise da parte delle amministrazioni».