Quello di Fiorenza Brioni passerà agli annali come il quinquennio della discontinuità. Il sindaco ha infranto, azzerato, capovolto o polverizzato saldi rapporti e antichi posizionamenti del Comune rispetto a parecchi poteri esterni, pubblici e privati. Di tutto si può dire e scrivere della Brioni - in scandenza l'anno prossimo - ma non che ha spaccato le relazioni con le sovrintendenze. Anzi, prima i rapporti erano zero, deboli o incandescenti. I critici bisbigliano che se questo sindaco avesse curato le relazioni, chi lo sa, con i cosmi imprenditoriali, come ha fatto con le rappresentanze del ministero della cultura, saremmo a cavallo. Ma di tali allegorie politiche di destrieri, selle, galoppi e disarcionamenti ne parlerà il futuro prossimo. Quel che è certo è che la Brioni ieri ha centrato un obiettivo sensibile nella Mantova città turistica che è e che potrebbe essere. In sala consiliare - così lignea, austera e piena di penombre - ha sottoscritto un'intesa con il ministero per la conclusione degli scavi della domus romana di piazza Sordello, il recupero dei mosaici e la loro musealizzazione in loco. Sintesi: il Comune di Mantova firma e si prende in carico tutti gli oneri, per realizzare una struttura che è una sfida (in piena piazza Sordello) entro e non oltre la primavera 2010, perché si vota. Il motto sottostante l'appuntamento potrebbe essere il seguente: che bello, finalmente collaboriamo, e allora scaviamo e celebriamo. A mezzogiorno infatti di rito s'è trattato, con massima soddisfazione del sindaco e sorriso largo del suo vice e assessore alla cultura. Paolo Gianolio è stato il microchirurgo di questa partita che, tutti giurano, sarà atipicamente veloce, perché il ministero ci crede, i sovrintendenti sono stati impegnati, Mantova è Unesco. E poi, come scritto più sopra, il salvataggio, la mostra e l'investimento sui mosaici sono un punto favorevole per questa amministrazione (insieme all'accordo per l'inventario delle collezioni civiche depositate in Ducale), e bisogna essere rapidi perché la terra non aspetta le burocrazie: frana e smotta anche in piazza Sordello. Ci sarebbe un sos che proviene dal cantiere e quindi dal tappeto di tessere colorate ormai da troppo tempo in attesa di essere posto in sicurezza. Molti e autorevoli gli interventi in sala consiliare. Il vice sindaco Paolo Gianolio dopo aver sottolineato come i mosaici rappresentano una traccia romana in un contesto rinascimentale, ha evidenziato l'«assunzione di responsabilità del Comune», i tempi stretti «dell'intervento che non inciderà sulla piazza», e il protocollo «che per la sua tempistica è poco usuale». Il direttore regionale dei beni culturali, Mario Turetta , ha detto che è doveroso affrontare la scoperta con un approccio severo e veloce e con l'impegno di tutte le sovrintendenze. Il sovrintendente regionale all'archeologia Umberto Spigo a sua volta ha voluto evidenziare il «processo sinergico condiviso» e che la struttura museale «non può confliggere con l'assetto della piazza». Tutti si sono preoccupati di dichiarare o auspicare la "neutralità" che dovrà caratterizzare la copertura trasparente del sito. È quindi evidente che questo è un punto aperto di confronto fra le sovrintendenze. Sucessivamente la responsabile del nucleo operativo archeologico di Mantova e dello scavo Maria Elena Menotti ha approfondito i caratteri storici dei mosaici di età imperiale che «testimoniano come Mantova in età romana fosse vivace e colta». Il sovrintendente ai beni artistici e storici Filippo Trevisani ha invece insistito su come la scoperta della domus consente di conoscere e apprezzare Mantova anche come città romana, la Mantova di Virgilio: «È un momento felice, perché implementa sempre di più il fatto che Mantova è patrimonio dell'umanità Unesco, e incrementerà l'offerta turistica». Il giudizio di Trevisani sull'allestimento che proteggerà e mostrerà pavimenti e muri della dimora, è sospeso: «Non commento. Aspetto di vedere la struttura». Trevisani ha ricordato che in Ducale è conservato un brano di basolato (basoli di strada romana) rinvenuto vicino al Volto di San Pietro, per indicare una prospettiva museale su Mantova non solo gonzaghesca. L'assessore ai lavori pubblici Luciano Battù ha osservato come i lavori sul cantiere di piazza Sordello «sono una grande opportunità e una sfida per la parte progettuale, che va verificata sul campo». Dopo la firma del protocollo da parte di Turetta e sua, Fiorenza Brioni - rilevando l'importanza dell'atto - ha insistito sull'atmosfera di collaborazione «che da sola è un patrimonio preziosissimo».