La storia Costruita nel 1567 in località San Giorgio, vicino all'omonimo porto Allarme di Gabello, ex ispettore per i monumenti Torre Squillace, la cinquecentesca torre costiera ubicata lungo il litorale di Nardò, sta per crollare. A lanciare un Sos è Marcello Gabello, già ispettore onorario per i monumenti del comune neretino, il quale ha inviato alle istituzioni una lettera di denuncia ricordando l'importanza storica del monumento e la necessità di provvedere quanto prima ad un intervento di recupero. «Sono anni che tutti gli enti preposti alla tutela del nostro patrimonio - dice Gabello - sono stati sollecitati da noi cittadini a intervenire. In questo periodo la situazione si è aggravata a causa delle recenti piogge e la struttura della torre risulta disgregata in più punti». Si intende così sensibilizzare l'opinione pubblica per recuperare un bene che ha una serie di peculiarità che lo rendono unico. La sua storia è molto interessante e denota l'importanza e la funzione strategica della stessa torre. Fu costruita nel 1567, in località San Giorgio, in corrispondenza dell'omonimo porto. Fu dotata di scale esterne e a guardia le furono assegnati, così come consuetudine, dei cavallari, militi a cavallo. La scala esterna in pietra, ancora esistente nonostante il degrado, risale al 1640. L'episodio storico che la vede protagonista risale invece al 1707, quando la torre ospitò nelle sue prigioni sedici turchi naufragati lungo la costa che dovevano osservare la quarantena per evitare la peste. Nei secoli successivi viene data in custodia alle guardie doganali, all'amministrazione della guerra e della marina, all'esercito fino ad essere vincolata dal ministero dei Beni Culturali dal 1986. «Se non si dovesse intervenire quanto prima, potrebbe crollare - conclude Gabello -. Si tratterebbe di uno scempio perpetrato in un'area a piena fruizione turistica, qual è il litorale neretino. L'appello giunge accorato ed è indirizzato a tutti coloro che intendano manifestare il proprio dissenso, rispetto all'incuria e alla negligenza. Antonella Lippo