Verrà presentato stasera (ore 18) all'Officina Ofca di Caserta, il Club Unesco. «È nato dall'esigenza di dare corpo e anima a un'autorità morale e culturale che riporti attenzioni, richiami interventi su quei beni culturali della nostra provincia di cui, a parte qualche deputata istituzione, non si occupa nessuno dice la presidente Jolanda Capriglione, docente di Estetica alla facoltà di Architettura della Seconda Università,. Il nostro proposito è quello di seminare, diffondere conoscenza e, quindi, cultura per fare in modo che i giovani, la gente comune, valuti con competenza il tesoro che dovremmo ben diversamente amministrare». L'evento Nasce una nuova associazione, sarà presentata stasera all'Officina Ofca Ecco il Club Unesco, valorizzerà Caserta La presidente Jolanda Capriglione: «Tesori artistici da recuperare» CASERTA «Dall'ombelico del mitologico Cronos, soffitto affrescato da Belisario Corenzio nel Palazzo del Boschetto che è un'appendice del parco reale, pende un filo elettrico con correlata lampadina appesa. E le lesene, quel che resta della magnificenza di alcuni degli ornamenti architettonici di Palazzo Novelli a Marcianise, fanno da porta per le partite di calcio Devo continuare l'elenco delle motivazioni che ci hanno portati a costituire a Caserta il Club Unesco? ». La risposta arriva prima della domanda e Jolanda Capriglione, presidentessa del club, docente di Estetica alla facoltà di Architettura della Seconda Università, diventa come un cerino che prende fuoco. E poi, ancora, avvampa quando ricordiamo l'ultimo scempio, freschissimo di giornata, non di decenni come quelli che caratterizzano i precedenti esempi: la scorsa notte un grafomane ha scempiato la pavimentazione in porfido della Villa Comunale, tutto un vaniloquio in spray rosso (una «dichiarazione d'amore extra large» l'ha definita il sito «ilcasertano.it»), frasi senza senso sulla firma riportata su marmo che fu di Luigi Vanvitelli. È appena il caso di ricordare che questa piazza è esattamente sottostante il palazzo municipale, la prefettura e la questura. Salterà fuori qualcuno a dire che è la dimostrazione di Caserta-città-d'arte, d'avanguardia europea, per le scarpe appese alle linee elettriche ed i semafori mascherati con i cuori? Jolanda Capriglione scuote la testa: «Lasciamo da parte la goliardia, non quella simpatica che fa sorridere, ma questa che è oscena e che fa scempio della città. Parliamo di cose serie?». Il club Unesco di Caserta, allora: «È nato dall'esigenza di dare corpo e anima a un'autorità morale e culturale che riporti attenzioni, richiami interventi su quei beni culturali della nostra provincia di cui, a parte qualche deputata istituzione, non si occupa nessuno dice la presidente . Il nostro proposito è quello di seminare, diffondere conoscenza e, quindi, cultura per fare in modo che i giovani, la gente comune, valuti con competenza il tesoro che dovremmo ben diversamente amministrare». Da qui, si intuisce, il rapporto con l'università? Capriglione: «Certamente ed stato motivo di piacere l'accettazione della presidenza onoraria del rettore della seconda università Francesco Rossi, dell'affiancamento del preside di Architettura, Carmine Gambardella. Con le armi della cultura ci proponiamo di bombardare le istituzioni, senza fermarci mai». Segue un elenco che la presidente recita come una giaculatoria con toni dolenti: la reggia di Carditello, il Palazzo Novelli e il Castel Loriano di Marcianise, il Palazzo del Boschetto nel possesso del demanio militare che ne ha fatto un deposito, il Palazzo Ducale Sanchez de Luna di Sant'Arpino, questo - meno male - restaurato; il museo diocesano di Aversa e quello di Capua. «Sono tesori e testimonianze di storia, la nostra storia spiega ai quali soltanto qualcuno ha posto attenzione per restauro e recupero. Sappiamo tutti che la reggia di Caserta, tutto il complesso vanvitelliano sono dichiarati patrimonio Unesco il cui referente è l'architetto Francesco Canestrini. Ma a Caserta non cera ancora un Club Unesco, lo abbiamo costituito, non volgiamo sovrapporci né contrapporci a nessun'altra istituzione. Ma più voci, un coro di voci possono servire meglio al causa del rispetto del decoro, della manutenzione, della conservazione dei nostri beni culturali». Alla quale conservazione, un'altra testimonianza di giornata dice come viene garantita: al Belvedere di San Leucio non c'è più la sorveglianza causa il mancato rinnovo della fornitura di servizi con una impresa privata. Ed è questo un altro tassello che va ad allungare la lista delle malinconie. «Ma anche a rafforzare i proposito di combattere» aggunge Capriglione. L'organigramma del club sarà presentato oggi alle 18,30 all'Officina Ofca, che è - sì - un'ex officina, ma trasformata in centro di architettura, studi e mostre d'arte da Raffaele Cutillo che del club è segretario. Vice presidente uno dei più giovani studiosi dell'ambiente, tra i primi vincitori di borse di studio Unesco, Alessandro Ciambrone di Castel Volturno da tempo a Parigi. «Importantissima, nel club Unesco conclude la presidente » la presenza e la collaborazione del preside di Architettura Carmine Gambardella, fra l'altro responsabile del Centro regionale di Benecon di Frignano, deputato allo studio dell'ambiente. Del centro sono partner, con Napoli, i maggiori comuni della conurbazione casertano-partenopea per lo studio di tutto quanto costituisca tutela del territorio». Franco Tontoli