Capodimonte Doppia mostra-evento per la chiusura del ciclo di Nicola Spinosa alla Soprintendenza « Oggi è per me un giorno molto importante. E' l'ultima volta, infatti, che da sovrintendente presento una mostra, anzi due, di arte contemporanea. Una scommessa vinta, quella di portare l'arte di oggi fra le tele di ieri qui a Capodimonte, che giocammo la prima volta nel 1977 con Raffaello Causa in occasione della presentazione del cretto di Burri, poi rimasto per sempre nella nostra collezione». Nicola Spinosa prima di andar via ('per sopraggiunti limiti di servizio', tiene a precisare) lascia in eredità questo doppio evento che dopo la vernice di ieri sarà visitabile fino al 6 settembre: la mostra del poliedrico artista americano Julian Schnabel e quella di Enzo Cucchi, uno dei protagonisti della Transavanguardia. E non a caso a fare da collante ai due progetti espositivi, organizzati rispettivamente dall'antiquario Marco Voena e dagli Incontri Internazionali d'Arte di Graziella Lonardi Buontempo, c'è lui, il critico per eccellenza, Achille Bonito Oliva, memore di una fondamentale Biennale di Venezia del 1980, quando con Harald Szeemann firmò «Aperto '80», allestita negli ex Magazzini del Sale a Dorsoduro, presentando fra gli altri i giovani portabandiera del suo movimento incentrato sul ritorno alla pittura (con Cucchi anche Paladino, Clemente, Chia e De Maria). «Con la presenza di Cucchi e Schnabel qui a Capodimonte - spiega infatti Abo -, è come se l'arte contemporanea progettasse il passato, perché i loro linguaggi, inevitabilmente, non possono che comprendere anche quelli degli artisti che li hanno preceduti». Dal senso della Storia a quello delle opere. «Il lavoro di Cucchi - aggiunge - , intitolato 'Costume interiore', perde ogni retorica monumentale, smontata in tre parti è attraversabile e percorribile. Nelle ombrose zone interne la scultura diviene felicemente abitabile e permette allo spettatore l'incontro fisico e l'inciampo visivo con immagini galleggianti nello spazio». «E' un artista erotico, erratico ed eretico», chiosa poi, riferendosi a «Untitled (Chinese Paintings)» il ciclo di nove dipinti dell'americano. Che fra l'altro è giunto a Napoli in compagnia dell'affascinante Rula Jebreal. Insieme, infatti, stanno portando a termine il progetto cinematografico che culminerà nel film «Miral», tratto dal romanzo «La strada dei fiori di Miral», opera della giornalista italo-palestinese, che per l'occasione ha scritto la sceneggiatura. Un film girato in Palestina, che racconta di una serie di vite intrecciate di donne palestinesi e israeliane, dalla nascita dello Stato ebraico fino ai primi anni Novanta, con protagonista l'attrice indiana Freida Pinto, diventata famosa in tutto il mondo per «The Milionaire». «Miral» dovrebbe essere sugli schermi il prossimo anno.
NAPOLI - L'arte di oggi fra le tele di ieri
Oggi è l'ultima volta che il sovrintendente presenta una mostra di arte contemporanea a Capodimonte. La mostra del poliedrico artista americano Julian Schnabel e quella di Enzo Cucchi, uno dei protagonisti della Transavanguardia, saranno visitabili fino al 6 settembre. I due progetti espositivi sono stati organizzati dall'antiquario Marco Voena e dagli incontri internazionali d'arte di Graziella Lonardi Buontempo. Il critico Achille Bonito Oliva ha partecipato a entrambi i progetti. La mostra di Cucchi, intitolata "Costume interiore", è un'opera che smonta la retorica monumentale e permette allo spettatore di interagire con le immagini.
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