FERRARA Nata e cresciuta attraverso successive «addizioni», ossia con l'acquisizione regolata e architettonicamente eletta che ingrandì Ferrara intorno al cuore del Castello e di Palazzo dei Diamanti a partire dal primo Rinascimento, la città vanta il piano urbanistico più antico del mondo. Con l'«Addizione Erculea» voluta nel 1492 dal duca Ercole I d'Este la superficie della città raddoppiò modificandone completamente l'aspetto. Con gli Este per committenti e un architetto geniale come Biagio Rossetti, la città meritò la definizione di «prima città moderna d'Europa» con cui Jacob Burckardt la definì. Il «Polo Museale d'Arte Moderna e Contemporanea» il cui progetto è stato appena presentato al MusArc di Ferrara, è una sorta di moderna addizione, l'ultima, che trasformerà la «vocazione di città d'arte e di cultura» in un insieme architettonico e progettuale unico al mondo. Da Palazzo dei Diamanti a Palazzo Prosperi-Sacrati, da Palazzo Massari alla Palazzina dei Cavalieri di Malta, il progetto firmato dagli architetti Massimo e Gabriella Cannassi ha il significato, scrive Carlo Magnani, «di rivisitare l'intero quadrivio rossettiano nell' insieme di edifici e spazi aperti» comprendendo nell'insieme anche gli spazi dei giardini che tessono i legami tra palazzo e palazzo e ricompongono un' area pronta a saldarsi con l'area della Certosa e con l'anello della Mura rinascimentali. Gli innumerevoli musei oggi dislocati in quell'area si ridistribuiranno secondo criteri conservativi ed espositivi attuali e funzionali, «accorpando spiega Andrea Buzzoni in sedi contigue le mostre dedicate all'arte antica, moderna e contemporanea richiamando sul contemporaneo l'attenzione di un pubblico più ampio». Palazzo Prosperi-Sacrati, l'edificio caratterizzato dalle stupende lesene ornate e dal celebre portale che regge il balcone, è destinato ad accogliere il Museo d'Arte Contemporanea «Filippo de Pisis» e il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe che conserva materiali preziosissimi come le decine e decine di disegni di Giovanni Boldini, attualmente esclusi sia dell'esposizione che dalla consultazione. Il complesso Palazzo Massari-Palazzina dei Cavalieri di Malta continuerà invece a ospitare in spazi più ampi il Museo dell' Ottocento, il Museo «Giovanni Boldini» e, in futuro, il Museo dell'Illustrazione, il Museo «Michelangelo Antonionli» e il Museo del Risorgimento, lasciando spazi sempre più estesi all'attività espositiva di Palazzo dei Diamanti.