Nuova protesta Trenta milioni di euro: più o meno è la cifra che il mondo del teatro, del cinema e della danza italiana si aspettava ieri dal governo a parziale reintegro dei forti tagli effettuati quest'anno al Fus, il Fondo Unico per lo Spettacolo. Non sono arrivati ed è scoppiata la bagarre: in un comunicato congiunto diverse associazioni, Agis, Anica, Anac e la 100Autori presieduta da Daniele Luchetti denunciano che «mentre il Paese si accinge ad ospitare il G8, presentando l'Italia come la nazione della cultura e dell'arte, il governo assesta un colpo micidiale alla cultura e all'arte italiane». Secondo i firmatari, il mancat o reintegro «non solo non riconosce il ruolo di innovazione e di creazione dello spettacolo italiano, ma rischia anche di mettere in ginocchio migliaia di imprese e a repentaglio il futuro di 200.000 lavoratori del settore». Eppure, sostengono le associazioni, «solenne era stato l'impegno a reintegrare i fondi per le attività culturali preso dal ministro Bondi e dal sottosegretario Letta durante la cerimonia di presentazione dei David di Donatello al Quirinale». Annunciano quindi «immediate mobilitazioni e iniziative di denuncia». Sul fronte politico, Bondi per ora tace, mentre Giuseppe Giulietti (Articolo 21) ed Emilia de Biasi (Pd) gli chiedono «un'audizione urgente perché spieghi quale sia la situazione del Fus da qui a dicembre ».