Di proprietà dello Stato, non finì mai in mezzo a una guerra ed è ancora perfettamente conservato Laura Moro, della Soprintendenza: "È unoasi di pace e un luogo della contemplazione del paesaggio con la sua vista a 360 gradi" È un parallelepipedo allungato con due torri, allinterno soffitti lignei e grandi camini e attorno un giardino "alla medievale" piccole aiuole e piante da frutto Colpisce per il grandioso effetto scenografico e la verticalità dellarchitettura gotica il castello di Serralunga dAlba, che domina dalla cima di una collina lantico borgo e il panorama delle Langhe con i suoi vigneti. Se ne innamorò nel 1949 lallora presidente della Repubblica Luigi Einaudi, che si prodigò per farlo restaurare, dopo che divenne proprietà dello Stato. Un recupero fu attuato a più riprese tra gli anni Cinquanta e Sessanta a cura della soprintendenza ai Beni architettonici che laveva preso in consegna e da cui tuttora dipende. Nonostante una storia che affonda le radici nel Medio Evo, ebbe nei secoli pochissimi rimaneggiamenti, anche perché non subì assedi né gravi fatti darmi. Mantiene tuttora la forma originale, costituita da un blocco parallelepipedo allungato affiancato da due torri, una cilindrica con i caratteri più innovativi dellarchitettura del Trecento e una quadrata più alta, e da una costruzione pensile posta su unalta muraglia. La cappella, piccolo ambiente con volta a botte, conserva affreschi di tema francescano databili intorno alla metà del XV secolo. «Il castello ha una struttura semplice, alta, compatta e fu abitato forse solo da nobili di passaggio - dice larchitetto Laura Moro, che ne è responsabile per la soprintendenza - È unoasi di pace e un luogo della contemplazione del paesaggio, dal piano superiore merlato si gode una vista straordinaria a 360 gradi». Nel luogo ove sorge oggi il castello, vi era in un tempo remoto una torre fortificata, quando signori del luogo erano i discendenti di Bonifacio del Vasto, Bonifacio Minore e Ottone del Carretto. Nel 1190 il feudo dei Del Carretto venne acquistato da Manfredo di Saluzzo. La torre fu abbattuta nel 1340, al passaggio di proprietà ai Falletti, potente famiglia delle Langhe che disseminò larea di manieri, creando una vera e propria «rete». Proprio in quellanno Pietrino Falletti grazie a meriti militari si impossessò della parte di feudo di Serralunga del Marchese di Saluzzo e iniziò la costruzione dellattuale castello, in cui la raffinatezza delle decorazioni di facciata si accompagna alla solidità degli elementi difensivi. Rimane tuttora una delle più preziose e meglio conservate testimonianza di castello difensivo gotico. Non divenne mai infatti dimora rinascimentale o luogo adibito alla villeggiatura dei signori, per questo gli interni privi di arredi conservano una certa austerità. Le facciate in mattoni a vista sono caratterizzate da fasce ad archetti, mentre le poche finestre - monofore e bifore - si trovano solo nella parte alta del castello. Vi si accede da una porta costituita da una semplice saracinesca, che si chiudeva dopo avere innalzato il ponte levatoio su un ampio fossato. Linterno è formato da tre saloni sovrapposti messi in comunicazione tra loro da scale, che conservano intonaci antichi, soffitti lignei e camini di notevoli dimensioni. Dal 2001 è dotato di un giardino «alla medievale», con piccole aiuole e piante da frutto, dagli albicocchi ai melograni. Anche se tutto era stato studiato per garantire autonomia in caso di attacco dallesterno, il castello più che una vera e propria funzione militare svolse quella di controllo delle attività produttive del territorio. I Falletti rivestirono infatti un ruolo di primo piano nelle nuove dinamiche del potere tra le signorie del Piemonte dai decenni centrali del Trecento: le loro fortune si basavano soprattutto su attività commerciali e finanziarie dapprima nelle aree di Alba, Asti e Pinerolo, poi in Europa, dove assunsero un peso anche politico, appoggiando ora gli Angioini, ora i Savoja Acaja o i Visconti. Unimportanza, la loro, simboleggiata tra laltro dalla spiccata elevazione in altezza del castello, che rimase alla famiglia per poi passare allOpera Pia Barolo che lo mise in vendita nel secondo dopoguerra, aprendo la via al passaggio allo Stato. Al Castello di Serralunga (inserito in itinerari turistici nella zona, in cui rientra anche la Tenuta di Fontanafredda, nello stesso comune) si arriva con lautostrada A21, uscita al casello Asti Est, o con la A6, uscita a Marene. Si prosegue per Alba (anche con la statale 29), quindi con la provinciale per Serralunga per circa 14 km. In estate è aperto da martedì a domenica 9-12 e 14-18, ingresso libero, visite guidate per gruppi su prenotazione, info 0173613358, www.piemonte.beniculturali.it.