Non cè ancora la localizzazione ma laccordo tra enti locali e Fs è ormai fatto Non bastano le case che già sfiorano i binari. Firenze costruirà ancora nelle aree ferroviarie della città. Così almeno cè scritto nel protocollo dintesa firmato a fine 2008 tra Comune, Provincia e Regione da una parte e Ferrovie dallaltra: in cambio dei 4 ettari ceduti dalle Ferrovie alla Leopolda per il nuovo Teatro Comunale, le amministrazioni pubbliche concedono il via libera a circa 150mila metri quadrati di case ed uffici da tirar su a Campo di Marte, Rifredi, Romito, viale Belfiore (la cosiddetta "squadra di rialzo" che costeggia il primo tratto di viale Redi) e nella stessa Porta al Prato. «E solo un documento politico, quellaccordo non è stato ancora tradotto in elaborati urbanistici», si fa presente da Palazzo Vecchio. Tradotto, significa che cè laccordo sul "quanto" ma non sul "dove": non è ancora stato deciso quante abitazioni od uffici potranno realizzare in via Campo dArrigo piuttosto che in viale Belfiore e neppure è stato deciso dove i nuovi palazzi saranno localizzati. Ma gli impegni sono impegni. E toccherà al sindaco e assessore allurbanistica Matteo Renzi predisporre adesso le carte al momento di discutere il nuovo Piano strutturale e il seguente regolamento. Ma comè possibile che si continui ancora a costruire nelle aree ferroviarie? A realizzare altre case a ridosso dei binari? «Per il momento si tratta di un impegno generale, non si tratta ancora di interventi localizzati: serve un accordo di pianificazione», conferma lassessore regionale Riccardo Conti, firmatario del protocollo. Su Campo di Marte poi, aggiunge Conti, è in ballo lintero assetto del quartiere: in attesa di definire il futuro dellArtemio Franchi anche lampliamento della farmaceutica Menarini, che dà su via Campo dArrigo, è stato per il momento congelato e rinviato. Ma perché prevedere nuove costruzioni nelle aree ferroviarie? Non sarebbe meglio evitare? «Il problema sicurezza non può essere ridotto a questi termini, la sicurezza dei convogli deve venire prima», sostiene lassessore toscano. In pratica, sostiene Conti, i binari già corrono dentro labitato e non è pensabile di poter ridurre il rischio evitando nuove costruzioni: «Non si può risolvere con un palazzo in meno un grande problema di sicurezza che riguarda tutto il Paese, i binari già corrono in zone costruite, dentro la città». Ciò non toglie, aggiunge il responsabile urbanistica regionale, che i singoli interventi edificatori dovranno essere studiati attentamente: «Non saranno certo a ridosso dei binari, la localizzazione va vista caso per caso», sostiene Conti. E al momento di valutare il caso Campo di Marte si dovrà tenere conto anche dellAlta velocità, ora che al Ponte al Pino sono cominciati i lavori preliminare per la predisposizione del cantiere. Per lo scavo vero e proprio del tunnel cè ancora tempo: lOsservatorio presieduto da Pietro Rubellini non ha ancora dato lultimo via libera al progetto esecutivo. Il dado però è ormai tratto: la clausola di recesso senza penali inserita dalle Ferrovie nel capitolato dappalto è scaduta quasi un anno fa: loperazione Alta velocità è ormai un convoglio in corsa che non prevede altre fermate. SEGUE A PAGINA V