Larchitetto e docente del Politecnico: "Questa è la Milano che stanno immaginando a Palazzo Marino" Parco delle cave, Italia Nostra lascia "Impossibile lavorare col Comune" Gestione chiusa dopo anni di contrasti: "Ignorati i nostri progetti" Boatti: "È leffetto cemento che avanza a macchia dolio" La densificazione della città è unidea insensata I 500mila nuovi alberi? Marketing allo stato puro I prati che entrano nel cuore della metropoli devono essere lantidoto alla speculazione ma qui è lopposto «Credo che al Parco delle cave si sia rotto un equilibrio: quello tra la domanda di fruizione del verde e un livello accettabile di qualità ambientale. Purtroppo a Milano la pressione dei fruitori del verde è diventata intollerabile perché gli spazi sono troppo ridotti». Parola di urbanista: Giuseppe Boatti, docente al Politecnico. Ci sono delle responsabilità? «Sta emergendo un modello di sviluppo urbano a macchia dolio: la città che si espande in ogni direzione. Ed è la Milano che stanno immaginando a Palazzo Marino». Macchia dolio? «Se si versa dellolio sulla carta assorbente, non lascia spazi liberi. Sta già succedendo nellarea attorno a Rho-Pero, dove la penetrazione del verde anche in spazi scarsamente urbanizzati subisce attacchi feroci. Altro esempio negativo, San Siro». E cioè? «Parliamo di una porzione di Milano, che comprende anche una parte del Parco Sud, in cui linedificato - prati, per intenderci - arriva dentro il cuore della città. Questo è lantidoto per combattere la macchia dolio. Purtroppo però si sta facendo esattamente il contrario». Con il trasferimento delle attività legate allIppodromo? «Lipotesi non è quella di distruggere lIppodromo, ma il suo retroterra, come le piste di allenamento. Il risultato è che non si percepiscono più né lippodromo né le piste come se fossero aree a verde a disposizione di tutta la città. Questi spazi devono invece diventare di uso prevalentemente collettivo, ma in modo che non si distrugga la loro funzione primaria». Altri esempi che lei considera negativi? «La zona del Parco Sud a fianco della Milano-Genova, interessata da progetti di edificazione: vale la pena ricordare che si tratta di una zona di penetrazione agricola, anche se non profonda come San Siro. Lo stesso discorso vale per il sistema degli scali dismessi. Non basta usare dei tenui raggi verdi per interrompere lespansione a macchia dolio di cui parlavo. Cè bisogno piuttosto di quadranti verdi che, entrando nella città, riducano il conflitto tra naturalità e fruizione del verde stesso». In parole povere? «Se lo spazio verde è consistente la convivenza tra le due esigenze ci può essere. Ma se mi limito a fare dei giardinetti, il verde lo uccido». Lei critica il Comune, però il sindaco dice che farà piantare 500mila nuovi alberi... «Un annuncio che sa di puro marketing». E perché? «Questo è un modo per mettere in contrapposizione il numero delle piante esistenti in città e la vastità delle aree. Non posso certo dire di aver fatto una politica del verde solo perché ho piantato migliaia di alberi. Sono due cose altrettanto importanti: la differenza è che piantumare adesso o tra cinque anni non cambia molto la situazione, mentre costituisce un danno irreparabile distruggere un grande cuneo di penetrazione del verde. Il problema vero sta a monte». E qual è? «Milano ha lanciato lidea sbagliata della densificazione, unidea insensata se solo ragionassimo in termini di area vasta. Se ci fosse larea metropolitana, sarebbe indifferente costruire a Milano o a Rozzano, perché la penetrazione del verde verrebbe comunque garantita. Invece è già in atto una lotta feroce tra Milano e qualche Comune di cintura per portare su di sé quote sempre più importanti di sviluppo urbanistico, che dovrebbe riguardare lintera area metropolitana: è lesatto contrario di quello che stanno facendo nelle metropoli europee, da Parigi a Francoforte».
MILANO - Lurbanista: verde sotto assedio, ecco il risultato
L'urbanista Giuseppe Boatti critica la gestione del verde a Milano, affermando che la pressione dei fruitori del verde è diventata intollerabile a causa della scarsità di spazi. Secondo Boatti, la densificazione della città è un modello di sviluppo urbano a macchia dolio, che sta distruggendo la qualità ambientale. Egli cita come esempi la zona del Parco Sud a fianco della Milano-Genova e il sistema degli scali dismessi. Boatti sostiene che il Comune di Milano sta facendo un errore nel lanciare l'idea di piantare 500mila nuovi alberi, che è un modo per mettere in contrapposizione il numero delle piante esistenti e la vastità delle aree.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo