Budget e dipendenti, ma anche consenso e potere reale nella classifica degli incarichi più ambiti Accanto a chi teme di restare fuori dal nuovo esecutivo cè chi ha paura della rotazione Sì alla proroga di due mesi per la Gesip ma Parlavecchio non firma In alcuni casi conta anche il numero dei dipendenti. In altri il budget. Ma è soprattutto il peso reale, per consensi e importanza della materia trattata, che rende ambito un assessorato. Diventare assessore allUrbanistica, appena novanta dipendenti e un budget che non supera i 500 mila euro, è, per esempio, il sogno di molti. Perché tutto passa dagli uffici di piazzetta della Pace, dai piani costruttivi ai grandi progetti. Lassessore allUrbanistica gestisce potere e mantiene rapporti costanti con il Consiglio comunale. Nella giunta dei dimissionari, due giorni fa, come sollecitato da Cammarata i componenti dellesecutivo hanno chiesto di essere rimossi dallincarico. Accanto a chi teme di perdere il posto, da Nico Ferrante a Patrizio Lodato, cè chi ha paura di perdere lincarico. Nella classifica degli assessorati che contano sono dieci le poltrone più ambite. DallUrbanistica al Centro storico, deleghe finora gestite dalluscente Mario Milone, alle Attività sociali, nelle mani di Stefano Santoro che teme di perdere lincarico, fino allAnnona. Ludc Felice Bruscia, per non perdere la poltrona di assessore alle Attività produttive ambita della new-entry Francesco Scoma, ha dovuto chiedere aiuto al suo big sponsor Cuffaro. Perché anche lAnnona permette di avere rapporti diretti con la gente, dai commercianti ai ristoratori. Così come le Attività sociali, in questi anni comunque funestate dalla cronica esiguità di risorse. Ambita, anzi ambitissima, pure la delega alla Opere pubbliche, finora gestita da Patrizio Lodato che rischia di perderla. Al suo sponsor Riccardo Savona, presidente delle commissione Bilancio allArs, il sindaco rimprovera scarso impegno per gli aiuti finanziari al Comune. Così come rischia di perdere la delega anche un altro esponente dellUdc, Roberto Clemente, sostenuto da Antonello Antinoro, che finora ha gestito il Personale. Èquesto un altro incarico di peso: si gestiscono novemila dipendenti, se si considerano i quasi seimila comunali più i tremila lsu in fase di stabilizzazione, e si decidono avanzamenti di carriera e benefit in busta paga. Alberto Campagna, presidente del Consiglio comunale, è diventato deputato regionale dopo aver ricoperto per anni proprio quellincarico. Piace molto anche la Pubblica istruzione, perché ha un grande bacino di utenti, tra insegnanti, bidelli e genitori. Delega prestigiosa più che di peso è invece il Bilancio, che rimarrà però nelle mani del tecnico di fiducia del sindaco Sebastiano Bavetta. E le deleghe ritenute meno appetibili? Senza dubbio batte tutti Igiene sanità seguita a ruota da Decentramento, Sport, Turismo e Cultura. Ieri la giunta dei dimissionari si è riunita con il presidente Mario Parlavecchio per approvare la prosecuzione fino al 31 agosto del contratto scaduto con la Gesip. Parlavecchio si è rifiutato di firmare la convenzione che al momento non prevede un euro in più e ha annunciato che a breve sarà costretto a portare i libri in tribunale. La delibera, alla quale sono allegati i pareri allarmanti dei revisori dei conti e del ragioniere generale, è stata approvata in extremis. La giunta ha approvato poi una convenzione con la Cassa depositi e prestiti per la valorizzazione del patrimonio comunale. Prevede per i tecnici esterni un rimborso spese che non potrà superare i 42 mila euro. Un atto che lassessore Pippo Enea definisce «rivoluzionario, perché ci sono dietro mesi di lavoro». E che arriva in giunta proprio quando i boatos dicono che Enea perderà la delega al Patrimonio.