Su sollecitazione del prefetto che segnala l'assurdo intreccio di competenze, causa dell'impossibilità d'intervenire la Procura indaga sul degrado di Isolabella. La Sovrintendenza chiede alla Regione la riperimetrazione della riserva naturale C'è grande attesa intorno al luogo simbolo di Taormina e, in generale, delle bellezze paesaggistiche della Sicilia, lo scoglio di Isolabella che, per un paradossale intreccio di competenze, non può essere in alcun modo "toccato" e permane in uno stato di degrado e di abbandono che sicuramente non rendono onore alla sua bellezza e, soprattutto, non lo valorizzano come invece sarebbe auspicabile. La Sovrintendenza, su sollecitazione del prefetto Stefano Scammacca, infatti, ancora una volta ha invitato l'assessorato regionale a intervenire per «rivedere la situazione normativa esistente in Sicilia, che appare in contrasto con le norme dello Stato». In particolare, a seguito della definizione del "demanio culturale" (con la recente legge 42 del 22 gennaio scorso), il sovrintendente Gianfilippo Villari chiede la riperimetrazione della riserva naturale orientata, costituita con l'apposizione del vincolo da parte dell'assessorato Territorio e ambiente. Senza questo provvedimento, infatti, la Sovrintendenza non può intervenire per esercitare la necessaria tutela sul bene: preliminarmente, infatti, deve chiedere il parere obbligatorio del Wwf, che gestisce la riserva. In realtà, dal 4 novembre 1998, quando fu emesso il decreto di istituzione della riserva, si è creata una situazione davvero paradossale: che adesso è "esplosa" con l'intervento del prefetto prima e del procuratore aggiunto Pino Siciliano poi. Quest'ultimo, infatti, ricevuta la nota di Scammacca, ha chiesto "lumi" sulla situazione di Isolabella sia al soprintendente Villari, sia agli assessori regionali ai Beni culturali e al Territorio. In sostanza, il prefetto ricorda che l'isolotto risulta acquisito dalla Regione e attribuito al ramo dei Beni culturali (leggasi Sovrintendenza), in quanto gravato da un vincolo storico-artistico. Nel contempo, però, l'assessorato al Territorio ha istituito la riserva, da cui discendono non solo una serie di limitazioni e di vincoli, ma soprattutto la gestione a opera di un ente privato quale il Wwf. «Dal convergere di tali diverse forme di tutela sul medesimo bene, che comportano un'inevitabile sovrapposizione di competenze - afferma Scammacca - appaiono derivare difficoltà nel concreto esercizio delle rispettive modalità di tutela. Ciò confligge, di fatto, con la finalità di valorizzazione del bene, che dovrebbe costituire l'esigenza comune e imprescindibile della complessiva azione amministrativa». Al prefetto, nei mesi scorsi, erano pervenute reiterate segnalazioni sullo stato di degrado in cui si trova Isolabella, di cui risulta compromessa «la concreta fruibilità pubblica (per esempio, la mancata illuminazione) e offuscata la valenza storico-culturale in un ambito territoriale, peraltro, di rilevante vocazione turistica di livello internazionale». Scammacca, quindi, aveva ricordato al soprintendente la competenza sul bene e lo aveva invitato «a fornire elementi di valutazione ed ipotesi di soluzione». Poiché la nota era stata inviata, per conoscenza, anche in Procura, il dott. Siciliano non se n'è stato con le mani in mano ed è subito intervenuto. Il dott. Villari, da parte sua, ha colto in un certo senso la "palla" al balzo per rilanciare un problema di cui si era occupato sin dal suo insediamento, ma senza molto successo, visto che la "mossa" fondamentale sull'isolotto di Taormina spetta alla Regione. Per "convincere" la quale a intervenire il soprintendente aveva persino acquisito due pareri di un certo peso: uno dell'Avvocatura dello Stato, l'altro del ministero dei Beni culturali. Entrambi, si sono espressi in maniera concorde nel ritenere "prioritario" o "originario" il vincolo di carattere storico-artistico rispetto a quello naturalistico. Ne consegue che «la tutela del bene deve essere esercitata in via esclusiva dalla Soprintendenza» e che «il provvedimento istitutivo della riserva orientata, dato il carattere assoluto e prevalente del vincolo storico-artistico, non appare legittimo né tanto meno appare legittimo il regolamento che sottopone, tra l'altro, al potere di un ente privato la tutela del "demanio culturale" dello Stato». È appena il caso di sottolineare, inoltre, che la mancata e più volte richiesta valorizzazione del sito ha indotto i vecchi proprietari - la famiglia Bosurgi - a richiedere la reintegrazione in possesso del bene in sede giurisdizionale. Non ha ancora avuto esito, infatti, l'ipotesi di istituire un museo su Isolabella, nonostante la Soprintendenza abbia presentato un apposito progetto. Incalzata dalla magistratura, la Regione finalmente interverrà? È quanto auspicano non soltanto gli operatori turistici di Taormina, il prefetto e la Sovrintendenza, ma tutti coloro che credono nella concreta possibilità di futuro e di sviluppo per la Sicilia.
La Procura indaga sul degrado di Isolabella
Il prefetto Stefano Scammacca ha sollecitato la Regione a intervenire per riperimetare la riserva naturale di Isolabella, che è in uno stato di degrado e abbandono. La Sovrintendenza ha chiesto la riperimetrazione della riserva, che è stata istituita dall'assessorato regionale, ma la gestione è affidata al Wwf. La Sovrintendenza afferma che il vincolo storico-artistico prevale su quello naturalistico e che la tutela del bene deve essere esercitata in via esclusiva dalla Soprintendenza. La Regione è stata invitata a intervenire per rivedere la situazione normativa esistente in Sicilia, che appare in contrasto con le norme dello Stato.
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