Lo ha detto ai salernitani. «La crescita della città deve essere globale: infrastrutture, intrattenimento e cultura. Un futuro chiarissimo attende la città di Salerno, dove la qualità di vita può essere altissima. Purché abbiano tutti il coraggio di crederci». Lui ha tracciato il percorso, ha regalato alla città la sua formula: consapevolezza di vivere in uno dei luoghi più belli del mondo; senso dell'eccellenza; fiducia, gli inglesi la chiamano "confidence", è quasi intraducibile, è fede. Musica per le orecchie del sindaco De Luca, che in un teatro Verdi pieno fino a scoppiare, ha chiarito di avere «l'ambizione di caratterizzare la città di Salerno come città della trasformazione urbanistica e culturale, guardando alla città come baricentro di un distretto di valore turistico mondiale». Ha chiesto rispetto e addirittura solidarietà per chi ha il coraggio di volere un tale cambiamento: «Accompagnateci con spirito critico e con attenzione permanente». E ha reso pubbliche le sue paure: «È indubbiamente un grande tema, ma nessuno di noi ha certezze». Architetti e ingegneri in forze ad assistere alla lezione magistrale di uno dei più grandi del mondo. Quelli a favore e quelli contro: i presidenti Caprio e Zambrano, ma anche il grande oppositore di De Luca, Alberto Cuomo. E, a proposito del progetto Marina d'Arechi, il sindaco, affiancato dal presidente Gallozzi e dal soprintendente Zampino, lo ha presentato così: «Sarà il segno architettonico che caratterizzerà l'immagine di Salerno per i prossimi anni, un'opera che cambia la linea di costa della nostra città, ma crea una nuova storia per la nostra comunità». Lui, Santiago Calatrava, lo ha disegnato sotto gli occhi di tutti il litorale di Salerno che cambia, con gli acquerelli, il giallo per la terra, il verde per la natura rigogliosa, il blu del mare, e ha puntualizzato: «Col mio mestiere si aiuta a vivere meglio, ma si comincia sempre da una necessità. Qui, in uno dei miei viaggi, ho capito che il problema fondamentale è quello dell'erosione. Ritornando ho visto il mare arrivare e la terra arretrare. E questa è una minaccia presente». Uno straordinario video ha mostrato la vela del ponte strallato, le luci di notte, il riflesso dell'acqua, le elevazioni, le aperture, il boulevard, l'anfiteatro, la nave edificio e l'incredibile distesa delle mille barche davanti. A giudicare dagli applausi è piaciuto. Calatrava ha guardato il pubblico in movimento e ha descritto così la forza dell'architettura: il teatro che cambia ad ogni spettacolo, le persone affacciate ogni volta diverse in un ambiente di rara bellezza: «L'architettura, indipendentemente dal tempo, si rinnova sempre. Abbiamo poco tempo per lasciare tracce, ma siamo parte di un fiume che scorre, dobbiamo risorgere, reinventarci, pur nel breve tempo che ci è stato dato». E mostra schizzi, bozzetti, studi, sintesi. Dalla torsione delle vertebre della colonna dello scheletro umano, sono nati i cubi di Manhattan, dal volo di un gabbiano la città delle arti di Valenzia, dall'unione di gambe e braccia la stazione di Liegi. Oltre 60 sono solo i progetti dei ponti, presentati per ogni angolo del mondo, 30 circa quelli realizzati, sugli altri si lavora, per anni, decenni. A Parigi un rifiuto per la presenza di uno strano arco che si affaccia sulla città. Lo Spire Tower di Chicago è un cantiere fermo per la crisi. Ma c'è il campus di Maastricht, i capannoni in Alabama, la biblioteca di Zurigo, le stazioni di Liegi e Lisbona, e ancora i ponti: Siviglia, Valenzia, il ponte de la mujer di Buenos Aires, Venezia, Reggio Emilia e l'alta velocità, round zero a New York, cui lavora da anni e che sarà pronto nel 2014. Lo stesso entusiasmo lo ha portato a Salerno: «Qui da voi c'è qualcosa di primigenio, sono state lasciate tracce straordinarie di armonia, come il Duomo di Amalfi. Noi uomini non siamo solo qui per sprecare, ma possiamo anche integrare, e costruire».
SALERNO - Bisogna crederci, ha detto l'archistar Santiago Calatrava.
Il sindaco di Salerno, De Luca, ha presentato il progetto di trasformazione urbanistica e culturale della città, che include la realizzazione di un nuovo distretto turistico mondiale. Ha chiesto rispetto e solidarietà per chi ha il coraggio di volere un tale cambiamento. Ha anche presentato il progetto di Marina d'Arechi, disegnato da Santiago Calatrava, che cambierà la linea di costa della città e creerà una nuova storia per la comunità. Calatrava ha descritto l'architettura come qualcosa che si rinnova sempre e ha mostrato schizzi e bozzetti dei suoi progetti. Ha anche parlato della necessità di proteggere la città da minacce come l'erosione del mare.
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