Antonio Forcellino, biografo dellartista: "Fa parte della tradizione michelangiolesca. Emerge il tormento che agitava lanimo del maestro" Città del Vaticano - Fa discutere la scoperta di un nuovo autoritratto di Michelangelo nella Cappella Paolina appena restaurata, in Vaticano. Sono tante le voci di critici e studiosi che si sono unite a quella del maestro Maurizio De Luca, restauratore capo dei Musei Vaticani, il primo a sostenere che in uno dei due affreschi michelangioleschi della Paolina, la Crocifissione di San Pietro, ci sia un autoritratto del Buonarroti individuato in uno dei tre cavalieri col turbante azzurro in alto a sinistra della scena. Eventualità, che - a sorpresa - non trova, però, daccordo il professor Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, pur precisando che «la cosa più importante è che il restauro sia stato fatto in maniera eccellente, il resto sono solo opinioni e, lo dico in tutta sincerità, quel cavaliere col turbante non mi sembra lautoritratto di Michelangelo, anche perché troppo giovane. Il maestro quando affrescò la cappella aveva 70 anni». Eppure, la tesi di De Luca è stata subito accolta da un nutrito gruppo di studiosi, docenti, esperti di studi michelangioleschi e sovrintendenti come Claudio Strinati, responsabile del Polo museale romano, la collega Cristina Acidini, sovrintendente del Polo museale fiorentino, tra le più autorevoli studiose di Michelangelo, ma anche Christoph Luitpold Frommel, Michael Hirst, Howard Burns, Kathleen Brandt, che hanno fatto parte della commissione internazionale di esperti che ha supervisionato i lavori della Cappella Paolina e sostenuto la scoperta di De Luca. «Non mi sorprende che quel cavaliere col turbante sia lautoritratto di Michelangelo - spiega, ad esempio, Cristina Acidini - a parte la somiglianza con il famoso ritratto di Daniele Da Volterra del 1541, a supportare che quello sia il volto dellartista cè anche una ragione umana e teologica: Michelangelo si è voluto mettere nel gruppo di soldati romani che partecipano alla crocifissione di Pietro e la sua espressione è sofferente, triste, tesa, come se capisse lingiustizia che si stava compiendo». Per Paolucci, invece, «lunico autoritratto di Michelangelo è il volto del Pietro DArimatea della Pietà di Firenze. Forse è un autoritratto anche il volto nella pelle tenuta in mano da San Bartolomeo nel Giudizio Universale della Cappella Sistina. Altri non ne vedo». Possibilista si dice, da parte sua, Antonio Forcellino, biografo di Michelangelo e restauratore, che parla di «restauro meraviglioso che ha restituito splendore originale alla cappella Paolina». Sullautoritratto ricorda che fa parte della «tradizione michelangiolesca» e che «in questo caso emerge in modo evidente il tormento che caratterizzava lanimo dellartista, come in ogni personaggio e nellopera nel suo insieme». Ma avanza qualche riserva sul colore azzurro del turbante, perché «gli artisti - dice - di solito avevano un turbante bianco, bende che indossavano durante il lavoro per proteggersi dalla polvere. Al limite è più la raffigurazione sul cavallo che può testimoniare un autoritratto perché Michelangelo amava molto cavalcare».
ROMA - Michelangelo e lautoritratto "È lui". "No, è troppo giovane" Polemiche in Vaticano. Paolucci: solo opinioni
Un nuovo autoritratto di Michelangelo è stato scoperto nella Cappella Paolina del Vaticano. Il restauratore Maurizio De Luca ha identificato il volto di Michelangelo in uno dei tre cavalieri col turbante azzurro nella scena della Crocifissione di San Pietro. Tuttavia, il direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, non è d'accordo e considera la scoperta come una semplice opinione. Un gruppo di studiosi e esperti, tra cui Claudio Strinati e Cristina Acidini, sostengono la tesi di De Luca, che afferma che il turbante azzurro è un dettaglio tipico della tradizione michelangiolesca e che il volto del cavalieremerge il tormento che caratterizzava lanimo dellartista.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo