E venne il tempo delle carte bollate. «Abbiamo ricevuto il materiale inviato da Arata Isozaki e lo abbiamo già passato all'avvocato. Adesso stiamo studiando come rispondere». La lapidaria «sentenza» arriva dal ministero per i Beni culturali, dopo la comparsa di una lettera - non proprio d'amore -spedita dall'architetto giapponese. Una missiva in cui Isozaki assicura che «farà il progetto esecutivo dell'uscita dei Grandi Uffizi nonostante l'indicazione ministeriale» (datata agosto 2003 ma ancora attiva), che stabiliva di interrompere la progettazione fino alla conclusione delle indagini archeologiche in corso in piazza Castellani. L'intenzione di andare avanti ugualmente con il progetto, nonostante lo stop ministeriale, è stata comunicata dall'architetto con una lettera inviata dal suo studio di Tokio al ministero italiano per i Beni culturali, alla soprintendenza al Polo museale fiorentino e a quella Regionale per la Toscana, ma anche al Comune di Firenze. Isozaki ha fatto leva sul fatto che un altro progettista, sempre coinvolto nei lavori per i Grandi Uffizi, «è stato incaricato a dire dell'architetto anche della progettazione esecutiva della rampa e delle fondazioni delle quattro colonne della loggia, come da progetto Isozaki». «Ne consegue prosegue la lettera il venir meno della causa che vi aveva a suo tempo indotto a richiederci la sospensione delle attività, poiche, se così non fosse, non potrebbe il progettista da voi incaricato eseguire la progettazione esecutiva della rampa». Isozaki ha quindi motivato la sua decisione di procedere comunque nella progettazione, aggiungendo in italiano un po' farraginoso, «che per quanto detto e accertata l'insussistenza di qualsivoglia ragione ostativa al prosieguo delle attività di progettazione vi comunichiamo che procederemo nell'espletamento degli incarichi affidatici, tenuto conto dell'intervenuta approvazione a suo tempo del progetto preliminare». Il progetto di Isozaki, nella stesura preliminare, prevedeva un ampio e alto loggiato prospiciente via de' Castellani (oggi piazza del Grano) e fu per questo fonte di aspre polemiche nel recente passato, sia con i comitati cittadini, che con personaggi pubblici, fra cui il critico d'arte Vittorio Sgarbi, all'epoca sottosegretario ai Beni culturali, ancora ben deciso su quello che «non» si dovrebbe fare... E' stato il ritrovamento di un muro medievale durante gli scavi nella piazza retrostante gli Uffizi a far interrompere la progettazione, in quanto, proprio in quel punto, avrebbe dovuto poggiare uno dei piloni su cui poggia la grande loggia ideata dal giapponese. «Gli accertamenti sono tutt'ora in corso e andranno avanti fino a giugno, come deciso con il ministero che ha una convenzione con il professor Riccardo Francovich interviene il soprintendente archeologico Angelo Bottini Per quanto riguarda il contenuto della lettera di Isozaki, non mi risulta ci siano altri architetti incaricati di realizzare l'uscita». Della stessa opinione anche il soprintendente regionale, Mario Augusto Lolli Ghetti: «Isozaki sta prendendo una posizione sbagliata spiega Forse è stato male informato... Sono ancora in corso le indagini archeologiche e, da quanto so, non è stato incaricato nessun altro architetto».