VENEZIA All'ultimo giorno utile per varare le leggi sull'edilizia, il Consiglio regionale del Venetoha approvato il suo Piano casa. Votato dalla maggioranza, con l'astensione del Pd e il voto contrario degli altri gruppi di sinistra. La scadenza del i luglio era stata decisa con l'accordo tra Governo e Regioni del l'aprile. Un via libera sofferto e raggiunto a Palazzo Ferro Fini solo dopo un accordo tra maggioranza e centrosinistra sulle modifiche da apportare a un progetto di legge della Giunta che aveva trovato l'opposizione pronta a fare le barricate con migliaia di emendamenti. Modifiche che fanno sintesi delle esigenze espresse dal centrosinistra di limitare i temuti effetti di «cementificazione selvaggia» e di «disordine urbanistico» che il provvedimento potrebbe avere, e al tempo stesso delle istanze del centrodestra di salvaguardare il principio ispiratore del provvedimento. Ma la strada è stata difficile, come non ha mancato di sottintendere il presidente della Giunta regionale, Giancarlo Galan, nel commentare l'approvazione: «Sono soddisfatto del voto ma anche del clima costruttivo che si è finalmente registrato in Consiglio regionale. Se penso alle settimane trascorse tra quando questa proposta è stata approvata in Giunta e oggi non posso non rilevare il danno che questo ritardo, di sicuro, ha causato all'economia veneta». Vediamo i dettagli. La legge riguarda, in particolare, gli interventi di rinnovamento del patrimonio edilizio esistente, mediante la demolizione e la ricostruzione, che sono ammessi con aumenti volumetrici fino al 40, sia per il residenziale che per il produttivo in zona propria, solo se realizzati con le tecniche costruttive di bioedilizia. Il 40 può inoltre essere elevato fino al Sodo qualora gli interventi siano oggetto di un piano attuativo; inoltre, viene chiarito il concetto di ristrutturazione edilizia che ha creato alcuni problemi applicativi. Di grande rilievo la norma che assegna ai comuni la competenza a decidere sulla applicazione della legge in questione. I comuni avranno tempo fino al 30 ottobre per deliberare se e con quali limiti applicare la normativa. Nel silenzio del comune, la legge troverà comunque applicazione per tutte le zone del territorio, ma solo per la prima casa e con esclusione dei centri storici, degli edifici vincolati o soggetti a specifiche forme di tutela e per quelli che ricadono in aree di inedificabilità assoluta o in aree ad alta pericolosità idraulica. La legge veneta prevede, inoltre, la possibilità di ampliare del 20, rispetto all'esistente, gli edifici residenziali e ad uso diverso, consentendo di realizzare tale ampliamento in aderenza oppure utilizzando un corpo edilizio contiguo già esistente. Per dare il via ai lavori non servirà più il permesso di costruire ma sarà sufficiente la Dia (denuncia di inizio attività) corredata da una specifica documentazione; per presentare le richieste ci sono 24 mesi di tempo da quando la legge entrerà in vigore. Da segnalare, infine, che gli interventi potranno essere realizzati anche in deroga ai piani regolatori e nel rispetto delle norme statali in materia di distanze e per quanto riguarda gli oneri è prevista la riduzione del 6o solo per le prime case.
VENETO - Il Veneto dà il via al piano casa
Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato il Piano casa, una legge sull'edilizia, con la maggioranza dei voti. La legge prevede l'ampliamento degli edifici residenziali e ad uso diverso fino al 40% e la demolizione e la ricostruzione con tecniche di bioedilizia. I comuni avranno tempo fino al 30 ottobre per deliberare se applicare la legge. La legge prevede anche la possibilità di ampliare gli edifici residenziali e ad uso diverso del 20% e la riduzione degli oneri per le prime case. La legge entrerà in vigore e gli interventi potranno essere realizzati anche in deroga ai piani regolatori.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo