La scure del ministro Tremonti conferma il taglio dei fondi al mondo dello spettacolo e del cinema, tanto da far infuriare anche deputati del Pdl come Luca Barbareschi e Gabriella Carlucci. Una beffa, nonostante le promesse del ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, che aveva assicurato il reintegro dei fondi per il Fus (Fondo unico per lo spettacolo). Reintegro parziale che, nel consiglio dei ministri del 26 giugno, non è stato inserito nel Dpef. Deluse le «fondate speranze» del presidente di Cinecittà-Luce, Roberto Cicutto, che ricorda «le assicurazioni» pubbliche di Bondi e Gianni Letta. In rivolta tutte le organizzazioni cinematografiche, l'Agica (i cui componenti stavano minacciando le dimissioni) l'Agis e lOOAutori: mentre per il G8 «si presenta l'Italia come il Paese della cultura e dell'arte, il governo assesta un colpo micidiale» denunciano, mettendo «a repentaglio il futuro di 200mila lavoratori del settore» e la galassia di cinema, musica, danza, opera, teatro, circhi. Barbareschi, che è anche attore e produttore, denuncia che «così muore il teatro e il cinema» e lunedì alle 12 a Montecitorio farà una conferenza sttampa con Gabriella Carlucci. Dei tagli chiedono conto al ministro Bondi i deputati Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo2l, e Emilia De Biasi (Pd). I quali lanciano un altro allarme e domandano a Paolo Bonaiuti: «Risponde al vero che si prospetti un taglio di 45 milioni di euro per il fondo per l'editoria, reintegrato appena una settima fa?» con 70 milioni.
Vane promesse di Bondi: altri tagli al Fus. Ora s'inftiriano anche a destra
Il ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, ha confermato il taglio dei fondi al mondo dello spettacolo e del cinema, causando irritazione tra deputati del Pdl. Il taglio è stato confermato nonostante le promesse di reintegro del fondi per il Fus (Fondo unico per lo spettacolo). Le organizzazioni cinematografiche, come l'Agica e l'Agis, hanno reagito con indignazione, minacciando le dimissioni. Il presidente di Cinecittà-Luce, Roberto Cicutto, ha ricordato le assicurazioni pubbliche di Bondi e Gianni Letta.
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