Ok alle ristrutturazioni, ma lungo le coste, nelle fasce di rispetto, sarà ribadito il divieto di costruire. Cade anche il blocco dei centri storici. Il Piano casa sardo rimetterà in moto i cantieri nelle città e nei paesi: secondo il governatore Ugo Cappellacci l'intreccio con il piano paesaggistico «non sarà un impedimento, ma un valore». Ora è certo: il Ppr perderà la filosofia vincolistica soriana. Non concederà tutto, ma più di qualcosa. «Nei nostri centri esistono edifici di grande pregio architettonico e altri che, al contrario, deturpano le zone in cui sorgono. Perché», si interroga Cappellacci, «bloccare ancora la loro demolizione e ricostruzione se magari serve, oltre a riqualificare il patrimonio edilizio, a risanare un quartiere? ». Ben vengano, quindi, gli interventi per eliminare gli scempi. LE COSTE. È questo il filo conduttore con le coste, dove sarà possibile riqualificare le case che mal si conciliano con l'ambiente e il paesaggio. E allora spazio agli interventi migliorativi, che dovranno essere ecocompatibili, improntati al risparmio energetico e alla qualità architettonica. Lo stesso discorso varrà per gli hotel esistenti, anche nella fascia dei 300 metri, che potranno dotarsi di centri congressi e centri benessere, in linea con le tendenze più moderne dei flussi turistici internazionali. Su questo filone, per le imprese, si prevede la possibilità di accesso al credito attraverso strumenti finanziari agevolati. I PREMI. Sono allo studio premi, sotto forma di aumento di cubature, per chi decide di demolire e spostare la propria abitazione dai 300 metri dalla battigia verso l'interno. Nelle fasce di rispetto, tuttavia, sarà confermato il divieto di costruire nuovi edifici: né case né alberghi. «Puntiamo ad aggiornare l'edilizia turistico-ricettiva », prosegue Cappellacci: «Spesso, in riva al mare, ci sono ecomostri che ospitano hotel. I miglioramenti serviranno soprattutto in questi casi». LA LINEA. Il pensiero del presidente della Regione è rivolto a come riavviare l'economia sarda. Entro 15 giorni il disegno di legge del piano casa sardo dovebbe essere pronto e conterrà anche le novità del Ppr. Con interventi di qualità nei centri storici come nei litorali («purché migliorino il paesaggio ») potrà ripartire l'edilizia: «Sia chiaro però che non apriremo i cancelli per far entrare gli unni nelle zone di rispetto », precisa Cappellacci. A ribadire che nell'aggiornamento dello strumento di pianificazione saranno contenute «regole chiare, che garantiranno la certezza del diritto». Un principio che, nell'intreccio con il Piano casa, garantirà il riavvio «di molti cantieri bloccati da incertezze normative e strumenti, come le intese, che hanno assegnato alla Regione un potere così straordinario da saltare la pianificazione dei singoli Comuni». La strategia «è quella di eliminare le criticità più macroscopiche», per scrivere le regole dell'Urbanistica sarda «nel segno della trasparenza». Un occhio di riguardo anche per le imprese, con la possibilità di ampliare e modificare stabilimenti, capannoni e impianti seguendo la filosofia del risparmio energetico e della bioedilizia. LA POLEMICA. «Il Consiglio regionale è stato ignorato a dimostrazione che il rapporto fra la Giunta e l'assemblea è pressoché inesistente». L'opposizione, attraverso il capogruppo delle forze della Sinistra Luciano Uras, commenta «il mancato invito alla Conferenza sul paesaggio» che la Giunta Cappellacci ha promosso martedì alla Fiera di Cagliari. Replica il governatore: «La sinistra mi attacca con una bugia. Dalle 17.07 del 12 maggio giace sulla scrivania di Uras una nota a firma del sottoscritto che lo invita alle diverse conferenze. In ogni caso», conclude Cappellacci, «se Uras si fosse anche limitato ad ascoltare qualche telegiornale o a sfogliare qualche quotidiano, avrebbe saputo delle riunioni, visto che in Sardegna, e soprattutto a casa sua, da oltre due mesi non si parla d'altro».