«Andiamo a raccogliere le fragole». Frutti che sono, nel linguaggio criptico della banda di ladri specializzata, le opere d'arte da rubare nelle chiese e nelle abitazioni private. Da restaurare, modificare, rivendere grazie ad antiquari compiacenti. Giro bene organizzato e ieri sgominato con ventuno arresti, alla fine delle indagini dei carabinieri della Tutela patrimonio culturale coordinati dal procuratore aggiunto Alessandro Pennasilico. Operazione Tarlo: associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti di beni d'arte e oggetti preziosi, una banda tutta napoletana che agiva in Campania e, in trasferta, in altre regioni d'Italia. Professionisti del crimine scoperti per una banale disattenzione: hanno lasciato sui diversi luoghi del delitto tracce biologiche che hanno permesso agli investigatori di risalire al dna di quattro dei ventuno complici. In pratica oltre a qualche caso di tracce di sangue dove era avvenuto il furto venivano trovati i classici mozziconi di sigaretta con la saliva. Da quei quattro profili genetici sono partite le identificazioni, quindi le intercettazioni telefoniche e, di lì, i collegamenti con gli altri interlocutori. Ingenui, peraltro. Perché spesso al telefono dicevano: «Dobbiamo cambiare le schede perché c'è il rischio divenire intercettati dalle forze dell'ordine». Così è stato, infatti, e il cerchio dell'indagine si è chiuso su tutta la banda. Con la ricostruzione di sei furti avvenuti tra il 2001 e il 2007. Che a fine indagine diventano venti. Mentre sono stati recuperati beni per oltre un milione 200 mila euro. Un gruppo diviso per ruoli : il basista e l'addetto ai sopralluoghi preliminari, la batteria dei ladri con l'autista e chi procurava auto e furgoni, il ricettatore. Quindi il restauratore, che doveva sistemare o modificare l'oggetto rubato per renderlo irriconoscibile. Infine l'antiquario che metteva in vendita le opere. Preziosa merce rubata soprattutto in Campania e in Abruzzo. Tra i casi più eclatanti i furti avvenuti a Napoli, a Cerreto Sannita (Benevento), a Marina di Camerota (Salerno). Napoli, chiesa dei Santi Bernardo e Margherita a Fonseca, primavera del 2001: rubate tredici lastre in marmo in pratica è stato sollevato e portato via l'intero pavimento trentaquattro casse in legno piene di beni in marino, un fregio marmoreo intarsiato, un pulpito in legno. Ancora Napoli, chiesa di San Giovanni a Carbonara una fontana in marmo viene smontata in vari pezzi. I ladri sono costretti a fuggire per l'arrivo delle forze dell'ordine. Dicembre 2007 a Cerreto Sannita, ex convento dei frati Agostiniani: portate via diciotto porte in legno massello di antica fattura. E poi i furti in abitazione, come a Marina di Camerota e a Casandrino. Molta merce recuperata sui canali degli antiquari, in particolar modo in un negozio di Frattamaggiore.
NAPOLI Colpo alla banda dei ladri d'arte
Operazione Tarlo: una banda napoletana di ladri specializzati nella rubata di opere d'arte e oggetti preziosi è stata sgominata con ventuno arresti. La banda, composta da professionisti del crimine, agiva in Campania e in altre regioni d'Italia. Gli investigatori hanno trovato tracce biologiche sui luoghi del delitto, come mozziconi di sigaretta con la saliva, che hanno permesso di identificare i quattro complici. Le intercettazioni telefoniche e i collegamenti con gli altri interlocutori hanno completato l'indagine. Sono stati recuperati beni per oltre un milione 200 mila euro.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo