Parlare di furti d'arte è dir poco. Le 21 persone residenti nelle province di Napoli, L'Aquila e Modena destinatarie di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Napoli Carlo Alessandro Modestino (su richiesta del pm Valentini) ed eseguita dai carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Roma, sono state capaci di smontare tutte le diciotto porte in legno massello intarsiato dell'ex convento dei Frati Agostiniani, a Cerreto Sannita, di smontare in pezzi una preziosa fontana custodita nella chiesa napoletana di San Giovanni a Carbonara, di asportare addirittura il pavimento in marmo della chiesa dei Santi Bernando e Margherita a Fonseca. Le abitazioni private, ma soprattutto i luoghi di culto, erano meta prediletta per quella che viene ritenuta una associazione per delinquere finalizzata ai furti di beni d'arte e di oggetti preziosi. L'indagine denominata «Tarlo» è stata avviata nel 2006 dai carabinieri della sezione Antiquariato insieme al Ris (Raggruppamento Investigazioni Scientifiche) di Roma, hanno portato all'identificazione di quattro persone grazie all'individuazione del loro Dna sulla scena di sei furti avvenuti tra il 2001 e il 2007. Sedici le ordinanze di custodia in carcere, cinque per arresti domiciliari. Tavolini, specchiere, dipinti e oggetti d'arte di grande valore, la «merce» trattata dal sodalizio con l'aiuto di basisti, «mano d'opera» esperta, camion, scale, attrezzi da scasso. La banda utilizzava un linguaggio criptico, e aveva l'abitudine di cambiare frequentemente le schede sim usate nei telefoni cellulari, fatto, questo, che ha complicato non poco le indagini. Nella chiesa dei Santi Bernardo e Margherita a Fonseca, oltre alle lastre in marmo che costituivano la pavimentazione dell'edificio di culto e al pulpito, sono state rubate 34 casse contenenti oggetti in marmo, un fregio intarsiato e un dipinto. Ma la lista dei «colpi» messi a punto è lunghissima, e comprende reliquiari, pezzi di altari, fontane, crocifissi pregiati. Il valore dei beni recuperati nel corso delle indagini è stimato intorno al milione e 200 mila euro.
NAPOLI - Rubavano anche porte e pavimenti delle chiese: presi
Il gip di Napoli ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare per 21 persone sospettate di far parte di un'associazione per delinquere finalizzata ai furti di beni d'arte e di oggetti preziosi. Le persone sono state identificate grazie all'individuazione del loro DNA sulla scena di sei furti avvenuti tra il 2001 e il 2007. Le indagini, avviate nel 2006, hanno portato all'identificazione di quattro persone e alla scoperta di un sodalizio che ha utilizzato un linguaggio criptico e cambiato frequentemente le schede sim usate nei telefoni cellulari.
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