"Non possiamo definire ora cosa resterà al posto dei padiglioni". Lipotesi più concreta sarebbe stata il trasloco dellOrtomercato e della Città del gusto da via Lombroso. Ma sfumata questa scelta, Palazzo Marino e la società di gestione rimandano la decisione sul post 2015. Per sapere cosa sorgerà sullarea dellExpo bisognerà aspettare: «Sarebbe prematuro dire oggi cosa fare su un terreno che sarà disponibile tra sei anni», dice il sindaco Letizia Moratti. E lamministratore delegato Lucio Stanca: «Vogliamo flessibilità anche negli accordi con i proprietari privati. Non vogliamo incatenarci a decisioni oggi». Expo, il rebus delleredità a Rho-Pero Moratti: "Nessuna decisione sulla destinazione delle aree dopo il 2015" Il sondaggio: il 65 dei milanesi non è informato su questo evento, i più vorrebbero un parco dopo i padiglioni Tutto rimandato. Perché, per dirla con il sindaco Letizia Moratti «forse non è corretto definire adesso la destinazione di terreni che serviranno tra sei anni». O perché, come avverte lamministratore delegato della società di gestione, Lucio Stanca: «Non vogliamo incatenarci a decisioni oggi. Anche con i proprietari delle aree vogliamo flessibilità». E così leredità di Expo a Rho-Pero rimane un punto di domanda. «Troppo prematuro», ripetono, disegnare adesso che cosa dovrà sorgere al posto dei padiglioni dellEsposizione. Anche se, assicurano, «non vogliamo costruire cattedrali nel deserto, ma qualcosa di funzionale alla città». E così, per ora si decide di non decidere. La cinquina di archistar chiamata a disegnare il master plan concettuale dellarea di Rho-Pero ha ricevuto il compito di ideare «strutture belle, leggere e flessibili». Seguendo il modello delle Olimpiadi di Londra del 2012. «Anche lì stanno costruendo strutture che si potranno smontare», dice Stanca. I milanesi hanno le idee chiare sulleredità che lEsposizione dovrà lasciare. O almeno sanno cosa vogliono i 16.500 che hanno risposto (sul sito www.exponiti.com o con interviste in strada) alle domande del sondaggio lanciato su Expo, nonostante oltre il 60 per cento dichiari di non essere informato (il 41 per cento ne sa «poco o nulla», il 24 «così così): il 24 per cento sogna parchi tematici e di divertimento, stadi per i concerti live, il 22 per cento verde, un altro 22 per cento case a prezzi calmierati e servizi pubblici, il 15 per cento cultura e il 7 strutture sportive. Ma per sapere quale sarà la destinazione delle aree di Rho-Pero, bisognerà aspettare «anche dopo la registrazione ufficiale che Milano dovrà fare il prossimo maggio». E il Bie sarebbe daccordo. Ai vertici del Bureau international des expositions interessa che i padiglioni vengano costruiti, «non a cosa serviranno dopo», spiega Stanca. Gli architetti capitanati da Stefano Boeri sono al lavoro. Anche se il master plan, annunciato per luglio, potrebbe slittare a settembre. E, in ogni caso, aggiunge Letizia Moratti, «ci daranno indicazioni molto leggere su cosa ci potrà essere dopo. Proseguiamo con lascolto della città e con la verifica con tutte le istituzioni». Si riparte da zero. Con ununica certezza: «Il 50 per cento sarà destinato a verde», dice il sindaco. «Senza sprechi: gestiamo denaro pubblico in un momento di crisi e di emergenza per lAbruzzo», aggiunge Stanca. Una nuova strategia dopo la volontà di cambiare laccordo con Fiera e il gruppo Cabassi: sono loro i proprietari delle aree che, dopo il 2015, varranno dieci volte di più. Aree prestate ad Expo su cui avrebbero potuto costruire. Ma da Palazzo Marino era arrivata lesigenza di pensare a «una funzione pubblica». Lunica scelta forte, capace di far convergere più interessi, sarebbe stata il trasloco dellOrtomercato e della Città del gusto da via Lombroso, ma lipotesi è sfumata tra veti incrociati e polemiche. La trattativa con Fiera e il gruppo Cabassi è in corso. E Stanca spiega: «Ci sono varie possibilità, non solo quella di riconsegnare le aree con il cambio di destinazione duso».
MILANO - Dopo-Expo, la Moratti non decide. Sfumata lidea della Città del gusto
Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, e l'amministratore delegato della società di gestione Expo, Lucio Stanca, hanno confermato che non è possibile definire adesso la destinazione delle aree di Rho-Pero, dove si terrà Expo 2015. Moratti ha affermato che è prematuro dire cosa fare su un terreno che sarà disponibile tra sei anni. Stanca ha aggiunto che non vogliono incatenarsi a decisioni oggi e vogliono flessibilità anche negli accordi con i proprietari privati. Il sondaggio su Expo ha mostrato che il 65% dei milanesi non è informato su questo evento, ma i più vorrebbero un parco dopo i padiglioni.
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