Via al toto-nomine. In bilico gli uomini di Cascio e Miccichè Il sindaco prova a stringere i tempi per presentare la nuova giunta venerdì. LMpa verso il rientro in squadra La nuova giunta sarà nominata entro venerdì. Ieri, come chiesto loro due giorni fa dal sindaco Diego Cammarata, i quattordici assessori dellesecutivo hanno rassegnato le dimissioni che - al momento - non sono state protocollate. Il Cammarata-ter nascerà dopo che il primo cittadino avrà incontrato i big dei partiti di maggioranza per definire i nomi dei nuovi componenti del governo cittadino, ma soprattutto gli impegni per risollevare economicamente il Comune. Nel discorso che ha tenuto ai suoi (ex) assessori, il sindaco ha chiesto rassicurazioni sullimpegno dei big della coalizione: fondi regionali, a partire dalla legge sui grandi comuni, e fondi nazionali, a cominciare da quelli per salvare Amia. «Nessun pregiudizio su di voi - ha sottolineato il sindaco - saranno i vostri partiti a dirmi chi deve rimanere nella squadra». Ed ecco che, puntuale, è partito il toto-nomine. Di certo, finora, oltre al probabile ritorno dellMpa, ci sono solo le dimissioni di Mario Milone, nominato assessore nella giunta del governatore Lombardo, e lingresso come vicesindaco di Francesco Scoma, silurato dal leader autonomista. Così come è certo che manterrà la poltrona il tecnico Sebastiano Bavetta, Bilancio e Aziende. Dovrebbero essere confermati anche gli Udc Felice Bruscia, Roberto Clemente e Giovanni di Trapani, il forzista Stefano Santoro e gli ex An Raoul Russo e Giampiero Cannella. Dovrebbe arrivare una conferma anche per Pippo Enea, con il quale però non sono mancate le frizioni: Enea, che ha sollevato più di una obiezione davanti a provvedimenti che non lo convincevano, dallaffidamento a privati del Teatro di Verdura alla delibera su Amap e Acque potabili, è inviso a gran parte dei colleghi di giunta. Ma è un cuffariano: e se probabilmente perderà una delle sue deleghe più importanti, quella al Patrimonio, la sua appartenenza politica è forte abbastanza da mantenerlo in sella. Tutti gli altri sono in bilico. LUdc potrebbe perdere una delle sei poltrone che attualmente occupa. A rischio cè Aristide Tamajo, ma anche Patrizio Lodato, delega ai Lavori pubblici, fedelissimo di Riccardo Savona. A Savona Cammarata rimprovera uno scarso impegno per risolvere le grane comunali. A lui, come anche a Francesco Cascio, presidente dellArs, che in giunta ha piazzato Alessandro Anello: già una volta Cammarata ha pensato di cacciarlo e fu quando cadde dalle nuvole davanti al ministadio realizzato davanti al Teatro Politeama. In bilico pure Mario Tinervia: i rapporti tra Cammarata e il sottosegretario Gianfranco Miccichè sono da tempo interrotti. E il sindaco, dopo aver silurato Ippolito Russo per il caso delle villette abusive di Ciaculli, pare non sia tanto contento nemmeno delloperato di Tinervia, che, al Traffico, potrebbe essere sostituito dallarchitetto Michele Pergolizzi. Diverso il caso di Nico Ferrante: è stimato dal sindaco, ma appoggiato da Dore Misuraca che non ha eletto nemmeno un consigliere comunale. Per lMpa, che potrebbe rientrare con due o tre poltrone, in pole position ci sono Jimmy DAzzò e Roberto Palma, assessore nel 2008 per appena venti giorni. Di certo, al di là di conferme e siluramenti, ci sarà un rimpasto complessivo delle deleghe. Il Centro storico, finora nella mani di Milone, potrebbe andare allMpa. Più delicata lUrbanistica che potrebbe andare a Ferrante se rimane in giunta, oppure essere affidata a un tecnico che Cammarata potrebbe chiedere agli autonomisti o allUdc. Nello Scudocrociato sembra certo che Enea perderà il Patrimonio e che Lodato dovrà lasciare la delega al Piano integrato del trasporto pubblico di massa. Anche Cannella, Cultura, probabilmente cambierà incarico. E Scoma? Ha chiesto le Attività produttive: ma Bruscia, cuffariano e titolare della delega, avrebbe chiesto al suo big sponsor di non perderla. Per Scoma andrebbe bene anche il Personale, finora gestito da Clemente che ha però gestito la patata bollente della stabilizzazione degli lsu e che gode della stima del sindaco. Sullazzeramento non mancano le polemiche. Da quella del capogruppo dellMpa Mimmo Russo, «In giunta solo se se si avvia una politica di risanamento», a quelle del Pd: da Davide Faraone («Cammarata cacci Bavetta») al vicesegretario del Pd siciliano Tonino Russo: «Il sindaco doveva dimettersi per rispetto verso la città».
SICILIA - Si dimettono gli assessori Cammarata tratta con i partiti
Il sindaco Diego Cammarata sta cercando di stringere i tempi per presentare la nuova giunta comunale venerdì. I quattordici assessori delle sezioni esecutive hanno rassegnato le dimissioni, ma non sono state protocollate. Cammarata ha incontrato i big dei partiti di maggioranza per definire i nomi dei nuovi componenti del governo cittadino. Il sindaco ha chiesto rassicurazioni sull'impegno dei big della coalizione per risollevare economicamente il Comune. Il "toto-nomine" è stato lanciato, con conferme per alcuni e siluramenti per altri. Il tecnico Sebastiano Bavetta mantiene la poltrona del Bilancio e delle Aziende.
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