VENEZIA. Sarà con ogni probabilità un'ordinanza del commissario al traffico acqueo Paolo Costa, sindaco della città, a spegnere il sorriso di "Mona Lisa" e delle altri navi da crociera che come quella che si è incagliata di fronte all'hotel Danieli abitualmente solcano il bacino di San Marco e che sembrano invece destinate ad abbandonarlo. Per questa mattina è stata infatti convocata in Prefettura, a Ca' Corner, su richiesta dello stesso Costa, dal prefetto Giuseppe Leuzzi una riunione urgente del Comitato consultivo per il traffico acqueo in laguna, per affrontare proprio il problema del passaggio delle grandi navi a San Marco, dopo il clamoroso incidente della "Mona Lisa" e la lettera-ultimatum del sovrintendente ai Beni ambientali e Architettonici di Venezia Giorgio Rossini, che, sulla base dei poteri conferitigli dal nuovo Codice dei Beni Culturali voluto dal ministro Giuliano Urbani, chiede l'allontanamento dei "bisonti del mare" dall'area marciana, pena addirittura in assenza di misure da parte degli intetessati il blocco del traffico acqueo. E ieri a Rossini messo in discussione anche da un'interpellanza del senatore dell'Udc Ugo Bergamo a Urbani, che ne chiede addirittura l'allontanamento è arrivata un'importante dichiarazione di sostegno da parte dello stesso ministro dei Beni Culturali. «Il sovrintendente di Venezia ha fatto sapere Urbani ha applicato correttamente i poteri che gli concede il nuovo Codice dei Beni Culturali e ha perfettamente ragione nel volere l'allontanamento delle grandi navi dal bacino di San Marco, per i danni ambientali che rischiano di provocare con il loro passaggio. Il ministro è d'accordo con lui e lo sostiene nella sua azione». Forte anche di questo sostegno, Rossini si siederà oggi al tavolo della Prefettura insieme ai rappresentanti degli altri enti interessati. Oltre a Costa, l'assessore ai trasporti della Provincia, il questore, i rappresentanti della Capitaneria di Porto, dell'Ispettorato al Porto, del Magistrato alle Acque, della Regione, mentre un minimo di incertezza resta sulla presenza dell'Autorità Portuale, con il suo neopresidente Giancarlo Zacchello, ente che in passato ha disertato altre riunioni di questo tipo. Perché Costa possa emettere l'ordinanza sull'allontanamento o per lo meno la limitazione delle grandi navi da San Marco, serve infatti un accordo ampio che metta insieme le diverse competenze, anche se la Soprintendenza potrà giocare le sue carte. Sul tappeto diverse ipotesi, tra le quali quella di più immediata realizzazione sembra quella che prevede il passaggio delle navi da crociera dalla bocca di porto di Malamocco, lungo il canale dei Petroli, anche se è necessario qualche intervento per rendere agevole al passaggio questa via d'acqua. Resta in piedi anche l'idea di creare un avamporto in mare, per l'attracco delle grandi navi come sostenuto del segretario regionale dei Ds Cesare De Piccoli consentendo poi con dei battelli-navetta ai crocieristi di arrivare comunque in barca in laguna, godendosi il panorama di San Marco. Ma l'ipotesi, probabilmente, dovrebbe anche rimettere in discussioneper le sue caratteristiche la realizzazione stessa del Mose. Dalla riunione di questa mattina, comunque, Rossini, Costa e gli altri rappresentanti di enti dovranno uscire con una soluzione per lo meno accettabile, per non dare l'impressione che il problema-grandi navi resti un rebus senza soluzione.